Calcio Padova, congedo con il pari ma è festa lo stesso

Finisce 1-1 la gara tra i biancoscudati e lo Spezia. I giocatori e mister Pea sotto la “Fattori” a fine gara: applausi e cori
BARON PADOVA-SPEZIA STADIO EUGANEO
BARON PADOVA-SPEZIA STADIO EUGANEO

PADOVA. Partiamo dalla fine, perché sono le immagini che vorremmo sempre vedere negli stadi: reclamati a gran voce dai ragazzi della “Fattori” sotto il loro spicchio di gradinata, i giocatori, Fulvio Pea e il suo staff fanno festa come se avessero vinto, invece che pareggiato (17ª volta su 41 incontri). Via maglie, pantaloncini, tute, lanciate verso i tifosi, che applaudono e intonano cori affettuosi. Ce n’è anche per l’allenatore di Casalpusterlengo, che per la maggioranza del popolo biancoscudato dovrebbe essere riconfermato subito (ma tutti sanno che non è così, e che il futuro, per quanto riguarda la guida tecnica, è più che mai denso di punti interrogativi). È il miglior congedo di fine campionato che ci si potesse aspettare, visto e considerato che un anno fa, all’ultima giornata, il Padova uscì tra i fischi e le urla di disapprovazione di un Euganeo “incattivito” per aver visto fallire l’obiettivo playoff e consegnare all’Ascoli il pass per la salvezza, mentre due stagioni fa la speranza di approdare a Torino e giocarsi, nell’ultima giornata, contro i granata la carta degli spareggi per la A rinviò all’atto conclusivo, in trasferta, le manifestazioni di giubilo.

Quanti rimpianti. Certo, la voglia di festeggiare comunque con i propri beniamini e il mister una stagione infarcita di contraddizioni ed errori non cancella i tanti, troppi rimpianti per un risultato - il nono posto, ora condiviso con il Bari - ben lungi dal soddisfare le aspettative di una dirigenza che, a metà dicembre, quando ci fu l’avvicendamento fra Pea e Colomba, dichiarò apertamente di puntare ai playoff. Così come non dirada le nubi addensatesi nelle ultime settimane sul club di viale Nereo Rocco: le “voci” di una possibile uscita di scena di Marcello Cestaro e la conferma di una trattativa bene avviata con i fratelli Vecchiato, titolari dell’Interbrau, per l’acquisizione di una quota azionaria di rilievo (si è parlato persino del 40%), potrebbero - il condizionale è d’obbligo - provocare una vera e propria rivoluzione.

Si giocherà ancora una volta, a Terni, sabato 18, ma sarà solo per fare passerella, in attesa di capire che cosa scaturirà sull’asse Dueville-Ronchi di Villafranca, la vera partita appena cominciata (e anche l’unica, nonostante i suggerimenti interessati di chi auspica l’inserimento, con ben altro peso economico, di qualche socio di minoranza, bravo a promettere a parole aiuti sostanziosi al cavaliere, rimasti tali però sulla carta).

Non ci si è annoiati. Da domani, dunque, gli sviluppi societari prenderanno il sopravvento sui discorsi di campo, anche se Pea chiede giustamente ai suoi di chiudere il torneo positivamente. Ieri è arrivato il settimo risultato utile consecutivo, che porta il conto dei punti raccolti dopo il ritorno del mister lombardo a 11 in 9 giornate (2 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte), anche se non ha mutato la posizione in classifica. Partita non noiosa, ma neppure trascendentale, con uno Spezia infarcito di “ex” (ben 4, Schiavi, Porcari, l’applauditissimo Bovo e Di Gennaro, entrato nella ripresa) e deciso a non farsi impallinare come all’andata. Arbitro non all’altezza, che ha fischiato, di tre rigori possibili, quello meno evidente (contatto Cionek-Di Gennaro entro i 16 metri, con “tuffetto” del trequartista milanese), negandone invece uno a Bovo (sgambettato da Trevisan) nel primo tempo e un altro a Ze Eduardo nel finale (trattenuto per la maglia sugli sviluppi di un corner). Bello il gol dei biancoscudati, realizzato mentre gli ultras lanciavano strali contro l’ex sindaco Zanonato, ora ministro (44’, uno-due Rispoli-De Feudis-Rispoli con cross al bacio per il tuffo vincente di Ze Eduardo), a cui ha replicato dal dischetto Di Gennaro al 20’ della ripresa.

Voltan al debutto. Come aveva chiesto Cestaro alla vigilia, Pea ha mandato in campo, ad un quarto d’ora dalla fine, il ragazzino: Davide Voltan, 18 anni, bomber della Primavera. Un po’ di gloria per lui, e lacrime di commozione per mamma e papà. Questo è già il futuro, il resto è tutto da scrivere.

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