Calcio Padova, Peghin è sereno: «L’avvio di fuoco è un’opportunità»

L’inizio di campionato contro Pisa, Verona e Cremonese non fa paura: «Meglio affrontarle subito, anche a noi servirà rodaggio. Il Padova cambierà molto da qui alla fine del mercato»

Stefano Volpe
Francesco Peghin, presidente del Padova
Francesco Peghin, presidente del Padova

Un tifoso del Padova pessimista, mercoledì sera, sarà sicuramente andato in brodo di giuggiole: la squadra ha perso 4-1 in amichevole con il Sassuolo, il calendario ha riservato tre big match consecutivi in avvio, il mercato offensivo ancora non decolla. Ma allargando un po’ la visuale non sembra essere proprio il caso, né il momento, di accendere campanelli d’allarme.

A maggior ragione se si è ottimisti per natura come il presidente del Padova Francesco Peghin.

«Io ho sempre pensato che l’analisi del calendario prima che inizi la stagione lasci sempre il tempo che trova», spiega il numero uno di viale Rocco. «È vero che ci aspettano una dopo l’altra tutte e tre le squadre retrocesse dalla Serie A, ma siamo sicuri che sia veramente un problema? Io la vedo più come un’opportunità. Probabilmente è meglio affrontare subito le cosiddette corazzate, visto che a inizio stagione possono non essere ancora al cento per cento, sia come condizione che dal punto di vista dell’adattamento alla categoria. Prendete lo scorso campionato, quando in avvio abbiamo vinto sia in casa del Monza che in quella del Catanzaro».

Vero, ma c’è un obiezione: anche il Padova nel prossimo torneo rischia di pagare lo scotto delle prime giornate, visto che tanti nuovi acquisti arriveranno soltanto nelle ultime settimane di agosto e avranno bisogno di tempo per inserirsi.

«È così e siamo pronti a pagarne lo scotto senza farci prendere dalla preoccupazione. Quando si avvia un nuovo ciclo c’è bisogno di pazienza. Il campionato è lungo e le gerarchie iniziali spesso non contano. L’importante è arrivare presto a pieno regime e farsi trovare pronti nella fase decisiva. Sono felice, poi, che la prima partita all’Euganeo sarà il derby contro il Verona. Inizieremo in un ambiente già caldissimo e il nostro stadio saprà trascinarci».

Peghin è reduce da una giornata intera passata con la squadra, prima a Pejo, dove ha soggiornato, quindi a Ronzone, dove ha assistito da bordo campo all’amichevole contro il Sassuolo. Impressioni? «Ci tenevo a conoscere per intero lo staff e mi ha colpito il grande affiatamento con il quale lavora Calabro assieme ai suoi collaboratori. Un aspetto che può fare la differenza. Al di là del risultato ho tratto ottime impressioni dal match contro il Sassuolo: negli ultimi 20 minuti del primo tempo li abbiamo schiacciati nella loro metà campo e avremmo meritato il pareggio. Poi nella ripresa si è vista una squadra più sperimentale, condizionata anche da alcune assenze, considerati i giocatori rimasti a riposo. Mi sono piaciuti molto i nuovi, sia Zanimacchia che tutti conoscevamo ed è subito partito forte, sia Silletti, una bella sorpresa in difesa».

E poi ha accolto gli ultimi due arrivati, l’esterno sinistro Matteo Cocchi e il difensore centrale Matteo Lovato: «Quest’ultimo è un big della categoria e ci voleva il ritorno di un padovano in rosa. Per Cocchi mi auguro che Padova rappresenti il trampolino di lancio della carriera come era stato per tanti giovani in passato».

Per il resto, il mercato non dovrebbe riservare altri sussulti da qui alla fine del ritiro. La pista che portava al centravanti del Napoli Walid Cheddira si è molto raffreddata, sia per le alte pretese del club azzurro, sia perché nelle ultime ore si è inserito nella corsa anche il Frosinone, club che permetterebbe al giocatore marocchino di restare in Serie A. Il direttore sportivo Mirabelli continua a trattare con lo Spezia per l’esterno sinistro Giuseppe Aurelio (anche lui ambito da qualche club di massima serie), con il Catanzaro per il regista Marco Pompetti e con la Juve Stabia per l’esterno Carissoni.

«Sappiamo che la squadra cambierà molto da qui a fine mercato», conclude Peghin. «Intanto siamo soddisfatti di quanto fatto finora. Al di là dei giovani, Lovato e Zanimacchia sono due ottimi colpi».

 

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