Padova, un tempo di resistenza poi il crollo: derby perso 3-1

I biancoscudati resistono 40 minuti al Penzo, ma pagano errori e disattenzioni tra fine primo tempo e avvio di ripresa. Inutile il gol di Capelli nel finale

Leandro Barsotti
Il Padova crolla al Penzo contro il Venezia (ph Interpress)
Il Padova crolla al Penzo contro il Venezia (ph Interpress)

Il Padova resiste 40 minuti nel vento gelido dello stadio Penzo, ma il Venezia tra la fine del primo tempo e il primo minuto della ripresa si porta a casa la partita, aggiungendo la ciliegina del 3-0 di Perez a cui ha risposto all’82 Capelli con il gol della bandiera del definitivo 3-1.

Risultato giusto, perché in campo si è vista una squadra, quella di casa, di categoria superiore. Il Padova giocato una gara difensiva, tenendo duro per quasi tutto il primo tempo e capitolando su calcio d’angolo, quando Svoboda nell’arietta del portiere è saltato più alto delle mani di Sorrentino.

Nel finale di tempo l’unica vera reazione offensiva del Padova con Lasagna che entra in area e guadagna un calcio d’angolo. Sul tiro in area dalla bandierina, è Fusi a deviare la palla ma Stankovic d’istinto dice no.

In apertura di ripresa, dopo trenta secondi, Sorrentino si rende protagonista di un grave errore non intervenendo con decisione su una palla in area e consentendo con un rimpallo tragicomico il raddoppio di Doumbia. A quel punto la gara è finita. Ma al di là degli errori, che in serie B non ti vengono perdonati, il Venezia ha dimostrato una potenza di fuoco degna di chi punta dritto alla serie A.

Un’ultima nota per quello è stato probabilmente l’ultimo derby allo stadio Penzo, sulla laguna, accanto ai giardini di Sant’Elena e con quell’atmosfera romantica che solo una città come Venezia può regalare. Peccato che si sia proibito ai tifosi padovani di esserci, peccato ci siano divieti continui ad uno spettacolo come quello del calcio.
 

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