Cassandro, l’esterno destro in continuo movimento «Tutti mi stanno aiutando»

BARSOTTI - FOTOPIRAN - CITTADELLA - CITTADELLA EMPOLI cassandro
BARSOTTI - FOTOPIRAN - CITTADELLA - CITTADELLA EMPOLI cassandro

CITTADELLA

Il ricordino che gli è rimasto addosso è una striscia di sutura lungo lo stinco sinistro. Sono 9 i punti rimediati dopo un contrasto al limite dell’area con Matos nel primo tempo. Tant’è che ieri Tommaso Cassandro, tra i migliori della gara pareggiata con la capolista Empoli, è rimasto a guardare i compagni che riprendevano ad allenarsi cominciando la settimana che sfocerà nella trasferta a Pisa. Non ci sono, però, troppi dubbi sul fatto che lo rivedremo in campo nei prossimi giorni: se la capacità di recupero di questo ventenne terzino destro è pari alla sua personalità, gli basterà pochissimo per ritornare. Tommaso, non ci fosse stato il “caso” Ghiringhelli (emerso come “dubbio” dopo il tampone rapido del giovedì e negativo dopo il test sierologico di controllo del venerdì, col risultato arrivato troppo tardi per poterlo convocare), sarebbe rimasto in panca.

Quando ha saputo che sarebbe toccato a lei?

«Un’ora prima della partita, quando il mister ci ha letto la formazione. In realtà sapevo che Luca non avrebbe giocato già dalla sera prima, ma fino a che non ci viene data la conferma non sai mai se ti toccherà».

A proposito del “Ghiri”, com’è il rapporto fra voi?

«Seguivo il Cittadella ancora prima di approdare qui e lo vedevo come un grande interprete del ruolo per la Serie B. Ora, guardandolo lavorare tutti i giorni, cerco di imparare, sapendo che devo farmi trovare pronto quando ne ho l’opportunità. E comunque lui è un ragazzo tranquillo e la competizione fra noi è sana».

La sua prestazione con i toscani è stata ottima. Rimane il dubbio sul fallo che secondo Venturato lei avrebbe subito nell’azione che ha portato al 2-1. C’era sul serio, secondo lei?

«Ci poteva stare. In ogni caso, avrei dovuto giocare prima la palla senza aspettare che l’arbitro fischiasse. Sono dettagli da migliorare e, in una partita decisa dagli episodi, alla fine pesano. So bene di dover crescere in questi aspetti».

È vero che ha il poster di Walker del Manchester City in camera?

«No, avevo dichiarato in una vecchia intervista che mi è sempre piaciuto come giocatore, ma non ho il suo poster appeso (ride, ndr). Dovessi citare un altro modello, direi Zanetti. Prima, però, quando giocavo a centrocampo e non ero stato ancora spostato a fare il terzino, avrei detto Gerrard».

A proposito di modelli, com’era il suo rapporto con Mihajlovic al Bologna?

«Prima di trasferirmi al Novara avevo trascorso un anno da “aggregato” alla prima squadra. Lui non è uno che parla molto con i calciatori, però avevamo un bel rapporto e mi aveva dato l’opportunità di giocare nel corso del ritiro estivo. Poi, d’accordo con Bigon, ho preferito andare a farmi le ossa in C».

E il salto con la B com’è stato?

«È un altro campionato e si vede, ma devo dire che tutti mi stanno aiutando ad ambientarmi, dal tecnico al direttore Marchetti, oltre ovviamente ai compagni». —



Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova