Cittadella, il tuo Cassandro cerca la vera consacrazione «Non mi sento appagato»

/ CITTADELLA
Che possa essere la stagione della consacrazione per Tommaso Cassandro?
Arrivato l’anno scorso dopo essersi messo in mostra con la Primavera del Bologna, con cui nella stessa stagione aveva infilato il “triplete” campionato, coppa Italia e trofeo di Viareggio, ha vissuto il primo anno sotto le mura alle spalle di Ghiringhelli. Sotto la gestione Gorini è invece sempre partito titolare nelle tre gare giocate (e vinte) dal Cittadella sin qui.
«Mi spiace per la scorsa stagione, perché avevo iniziato con regolarità ma poi mi sono beccato il covid e, quando ho ricominciato, sono incappato in un infortunio al flessore», spiega questo ventunenne terzino destro. «Quest’anno è iniziato meglio, e sono contento di star bene, sperando che continui così. Da parte mia mi sono impegnato al massimo per farmi trovare pronto, andando anche nella palestra del campo di Sambruson, a Dolo, dove sono cresciuto, per allenarmi prima del ritiro». In campo, in realtà, Cassandro spiega che non è cambiato granché dalla sua prima annata, quando in plancia di comando c’era Venturato.
«A livello tattico i principi di gioco sono quelli che avevamo prima: parliamo ovviamente di due persone diverse, ma se abbiamo capito subito quello che vuole mister Gorini è anche perché le idee sono simili. Poi è vero che sono cambiati diversi giocatori, ma il gruppo è unito, composto da ragazzi che si danno sempre una mano in campo e che spesso si frequentano anche fuori, compatibilmente con gli impegni familiari che hanno i più grandi fra noi». Tommaso sa bene che di strada da fare ce n’è ancora molta, non a caso è consapevole di aver faticato contro il Crotone a contenere Kargbo, che più volte gli è sgusciato via. «Posso migliorare sia nella fase difensiva che offensiva, specie negli uno contro uno. L’importante è non sentirsi appagati e io non lo sono di certo. Kargbo? C’erano molti spazi, e io avrei dovuto accorciare prima su di lui. È un lavoro che so di essere in grado di svolgere e che cercherò di fare meglio». Bisogna, anche perché alle porte c’è una Cremonese agguerrita. «Quella di domenica sarà la prima partita in trasferta, ma non credo cambierà molto per noi: cercheremo comunque di imporre il nostro gioco, come proviamo a fare sempre. Rispettiamo la Cremonese, perché sappiamo quanto sia forte, ma non abbiamo paura». —
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