«Dai club stranieri tanto da imparare»

Dino Baggio testimonial dell’evento: «Esperienza unica»
Di Gianni Biasetto

ABANO. Dino Baggio ex centrocampista di Torino, Juventus, Parma, Inter e Lazio, e a fianco del coetaneo Demetrio Alberini perno del centrocampo azzurro negli anni Novanta, è il testimonial dell'edizione 2013 del torneo internazionale Città di Abano. Durante la cerimonia di apertura di oggi pomeriggio allo stadio di Monteortone il calciatore originario di Tombolo cresciuto nelle giovanili del Torino chiamerà i capitani di Abano Calcio, Thermal e di una formazione straniera per il giuramento.

«Questo torneo assume un ruolo importante perché mette a confronto i metodi di crescita di un calciatore nei più blasonati vivai calcistici europei», afferma Baggio. «Sono proprio curioso di vedere la differenza che c'è tra le squadre italiane che a livello giovanile privilegiano il lavoro fisico e quelle straniere dove invece da sempre prevale il lavoro sulla tecnica. Personalmente sono dell'avviso che se anche in Italia non si torna ad insegnare ai ragazzi le metodologie del gioco del calcio dai nostri settori giovanili usciranno sempre calciatori mediocri. Sono molto interessato a vedere all'opera i ragazzi dell'Ajax, per esempio».

Lei è cresciuto nelle giovanili del Toro, cos'è cambiato da allora ad oggi nelle metodologie di insegnamento?

«In quegli anni il settore giovanile granata dava alla prima squadra 5/6 giocatori a stagione. Oggi anziché farli crescere investendo nel vivaio si preferisce comprarli da grandi con costi esorbitanti per i club. La crisi, sotto questo aspetto, potrebbe costringere le società a ritarare le proprie scelte e a potenziare i vivai. Lo spero, per lo meno».

La scorsa stagione ha ricoperto il ruolo di maestro della tecnica delle giovanili del Calcio Padova. Che esperienza è stata?

«Ho potuto constatare sul campo che i ragazzi che arrivano dalle società minori a fare i provini nel club professionistici non sanno nemmeno stoppare un pallone perché gli allenatori hanno preferito lavorare sulla formazione a livello atletico».

Un torneo come quello di Abano cosa lascia come esperienza ad un giovane che si avvia ad intraprendere la carriera calcistica?

«Ho l'esperienza del torneo giovanile di Viareggio, a cui ho partecipato. Sono momenti bellissimi per un ragazzo perché può confrontarsi con i coetanei di altre realtà calcistiche di livello. Sono certo che i momenti di gioia e di amarezza che vivranno in questi giorni sui campi dove si disputano le partite saranno dei ricordi indelebili anche se dovessero in futuro diventare dei grandi campioni».

Una kermesse importante sotto molti aspetti, dunque. Un’esperienza formativa a tutto tondo...

«Indubbiamente. Anche il pubblico che ama il calcio in purezza sono sicuro che si divertirà. I giovani in campo danno l'anima senza secondi fini. Sono certo che vedremo delle belle e sane partite. Dico vedremo perché sugli spalti ci sarò anch'io. Per vedere se prevale la tecnica che insegnano nei vivai dei club stranieri e per divertirmi. Forza ragazzi».

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