Gorzelewski: «Il Padova ha realizzato il mio sogno»

Il 19enne difensore argentino: «Ho personalità e un ottimo colpo di testa»

PADOVA. Il più giovane è un ragazzo di 19 anni arrivato dall’Argentina e sicuro di indossare la maglia biancoscudata nella prossima stagione. Il più esperto, invece, di anni ne ha 28, ma il posto in rosa se lo dovrà conquistare. Sono arrivati ieri nel ritiro del Padova il difensore argentino Franco Gorzelewski (nella foto è quello a destra) e il centrocampista Davide Carcuro (nella foto è a sinistra), ma se il primo, in prestito dall’Huracan, rimarrà di certo insieme ai nuovi compagni, il secondo non è ancora sicuro della permanenza.

Italiano di ritorno. Lo sguardo di tutti, a Pieve di Cadore, si è fissato inevitabilmente sul nuovo difensore sbarcato lunedì sera a Venezia. Il viaggio è stato lungo, e le visite mediche pure, visto che il tesserino sanitario - bontà sua - se l’era scordato a Buenos Aires. Ma Gorzelewski, con il sorriso e l’emozione del primo giorno, ha dimostrato di essere tutto tranne che un tipo timido: «Feliz, entusiasmado, muy convencido e agresivo», si è detto il giovane centrale. Italiano da parte di madre - i parenti sono di Maierato, piccolo paese della Calabria - e polacco da parte di padre, capisce la nostra lingua senza problemi, visto che l’anno scorso si era allenato per qualche settimana con il Catania. «Ho grandi aspettative», le sue prime parole. «Venire in Italia è un sogno che avevo sin da piccolo, il Padova è stata la prima squadra che mi ha dato tale opportunità e questo per me è stato molto importante». I suoi idoli sono i carioca David Luiz e Thiago Silva: «La mia caratteristica principale è il colpo di testa, e anche la personalità. Per arrivare qui ho affrontato un lungo viaggio, ma quando insegui un sogno, anche 24 ore di aereo si fanno con il sorriso». Padova non è stata una scelta casuale, visto che a segnalarlo a De Poli è stato l’ex diesse biancoscudato Renato Favero, presente per l’occasione ieri mattina all’Euganeo: «Lo ringrazio per avermi permesso di essere qui, e prometto che metterò il cuore, sperando che questo per me possa diventare un anno molto bello».

Sotto la lente. «Il ginocchio sta bene, devo solo rimettermi un po’ in forma», le parole, invece, di Carcuro. «Qui conosco già Petrilli, con il quale ha giocato a Crotone, ma anche Diniz e Dell’Andrea. Non sono serviti consigli su Padova: so che piazza è, ci ho giocato un paio di volte da avversario, qui ci sono tanto pubblico e tanto affetto». Dopo l’annata a Venezia e l’infortunio al ginocchio, deve riuscire a convincere Parlato che i suoi problemi sono ormai alle spalle. «Le sue qualità non si discutono, ma non possiamo sbagliare gli ultimi incastri della squadra, abbiamo bisogno di valutazioni dirette prima di decidere», la spiegazione del ds. «È brutto chiedere a uno come lui di venire in prova, ma è reduce da un intervento al ginocchio e mi fa piacere che si sia messo in gioco».

Gli altri affari. Non arriverà, invece, l’argentino tanto annunciato negli ultimi giorni. Pablo Podio, classe ’89, che l’Inter aveva selezionato in Sudamerica qualche anno fa tramite un reality show televisivo e nell’ultima annata nel campionato slovacco, nei giorni scorsi era a Vienna in attesa di partire per Padova, ma le richieste sempre più alte del procuratore hanno fatto saltare tutto: «Se uno deve portare un giocatore al Padova, non può mandare al manicomio la gente che ci lavora dentro», così De Poli. Il Padova dunque cercherà altri centrocampisti. I suoi giovani, invece, li manderà a farsi le ossa in Serie D: Busetto al Delta Rovigo e Vanzato al Campodarsego, dove potrebbe finire pure Pittarello.

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