Il Citta ne è convinto «Si può stare lassù»

Gabrielli: «Non perdere di vista la fascia alta della classifica»
CITTADELLA. Anche questo è il Cittadella. O, per meglio dire, proprio questo è il Citta. Perché l’atmosfera che si respirava mercoledì sera nella sala
hospitality
del Tombolato, per l’occasione adibita a… ristorante, era quella che rende l’ambiente granata diverso da tutti gli altri nel mondo del calcio professionistico. L’appuntamento era con l’ormai tradizionale grigliata d’inizio campionato, con lo stato maggiore della società, i giocatori e l’intero staff raccolti insieme a sponsor e giornalisti lungo i tavoli imbanditi. Un modo per cementare ancora di più il gruppo e ringraziare – tra salsicce, costicine e vino rosso – chi lavora dietro le quinte.


«Obiettivo alta classifica».
A fare gli onori di casa il presidente Andrea Gabrielli, rientrato da un viaggio di lavoro a Milano, mentre l’a.d. Mauro Michelini aveva partecipato all’assemblea di Lega, sempre nella metropoli lombarda, conclusasi con il commissariamento: «In quest’inizio di campionato forse non stiamo replicando i risultati dell’anno scorso, ma non siamo da meno», l’esordio del
patron
granata. «Vedo un gruppo amalgamato e animato da un forte spirito di squadra, capace di regalare un bello spettacolo ai tifosi che sono venuti allo stadio per assistere alle prime due gare casalinghe, e in grado di reagire quando si è trovato in difficoltà, sia contro l’Ascoli che contro il Perugia. Il punto ottenuto con gli umbri ci aiuta a rimanere vicini a quella fascia alta di classifica che non vorrei perdessimo mai di vista. Davanti a noi, adesso, abbiamo due partite tutt’altro che facili, sabato a Novara e martedì sera con il Cesena al Tombolato, ma dentro di me ho la sensazione che faremo bene».


«Un sogno chiamato Serie A».
Alla luce dei circa 2.300 abbonati di quest’anno, di gran lunga un record per il Citta, è particolarmente significativo il raffronto operato da Piergiorgio Gabrielli, alla guida del club tra il 1995 ed il 2002: «Ricordo che al primo anno di Serie B, nel 2000, gli abbonati erano 275. Al tempo, nessuno pensava che potessimo rimanere a lungo nella categoria e fra i problemi da affrontare c’era quello dello stadio. Beh, se ci guardiamo indietro, ci accorgiamo di come la crescita in questi anni sia stata incredibile, tant’è che oggi possiamo permetterci di cullare anche il sogno della Serie A».


Migliorarsi…
Nessun altro si spinge a tanto negli auspici, ma quello di «alzare l’asticella», come aveva invitato a fare già in estate il vicepresidente Giancarlo Pavin, stavolta assente perché all’estero con il figlio, è un
leit motiv
che ritorna, specie avendo negli occhi la cavalcata
playoff
della scorsa stagione.


Prendete Roberto Venturato: «L’unica promessa che posso fare», le sue parole, «è che proveremo a migliorarci». O, anche, «il Cittadella è la mia Serie A», pronunciato da Stefano Marchetti, che, lo ricordano tutti, a giugno disse no al Chievo. «Se riusciremo a dare continuità al nostro modo di vedere il calcio, potremo prenderci grandi soddisfazioni».


…e divertire.
«Se ora sottolineiamo la crescita del numero di abbonati, è perché il calcio proposto dal
mister
ha avvicinato la gente allo stadio», ha continuato il direttore generale. «Oggi i tifosi del Cittadella sanno che le partite si possono anche perdere, ma che comunque rientreranno a casa avendo visto una squadra che pensa sempre a vincere e che sa divertire. L’abbiamo costruita riconfermando in gran parte il gruppo della passata stagione e cercando di migliorarlo. Ci sarà bisogno di tutti», ha aggiunto Marchetti rivolgendosi ai “suoi” uomini, «in un campionato più competitivo rispetto a quello scorso. Lo affrontiamo consapevoli di come il Cittadella, ormai, non sia più una “sorpresa”: quello puoi esserlo per un anno o due, noi ora siamo una realtà».


«Diamo tutto».
Una realtà che poggia anche su “bandiere” rimaste nello staff tecnico, come Edoardo Gorini, Andrea Pierobon e Roberto Musso, affiancati come d’abitudine dallo storico preparatore atletico Andrea Redigolo e ringraziati da Venturato. O da persone come il magazziniere Severino Civiero, il massaggiatore Giovanni Pivato e l’addetto al campo Angelo Sgarbossa, che nei giorni scorsi hanno compiuto gli anni e sono stati festeggiati di nuovo.


Il «Forza Citta! » del notaio Nicola Maffei è l’urlo che accomuna tutti. «Siamo partiti bene, non benissimo, ma abbiamo margini di miglioramento», il punto, fatto anche a nome dei compagni, di capitan Manuel Iori. «Una cosa, però, posso garantirla: noi diamo sempre tutto».


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