Il Cittadella furioso «Non c’entriamo»

Gabrielli: «Abbiamo vinto a tempo scaduto e fra gli applausi»
Di Diego Zilio

CITTADELLA. Indignazione. Stupore. E una posizione netta: «Non c’entriamo assolutamente nulla». È questa la reazione del presidente Andrea Gabrielli dopo quanto pubblicato ieri dalla Gazzetta dello Sport. Secondo la “rosea”, tra le società coinvolte nell’inchiesta “Treni del gol”, in corso di svolgimento a Catania, potrebbe esserci anche il Cittadella. «Tutto è ancora da prendere con le pinze, le indagini vanno avanti e non sono escluse sorprese nei prossimi giorni. Ma già scorrendo il (poco) materiale filtrato dalle stanze degli investigatori, ci s’imbatte in passaggi pericolosi per Brescia, Bari, Cittadella e anche Carpi, neopromosso in A», si legge nell’articolo, che prosegue specificando che il ds dei siciliani «Delli Carri ha mandato per cercare un accordo contro il Cittadella per favorire le scommesse. La vittoria a sorpresa dei veneti è un risultato ghiotto per chi ha puntato in quella direzione. La gara col Cittadella è segnalata da Federbet come sospetta, così come quella col Carpi all’ultima giornata».

Senonché, a leggere gli stralci delle intercettazioni relative alla conversazione tra Daniele Delli Carri e il dirigente Piero Di Luzio, prima della partita vinta poi 3-2 dai padovani (nella foto in alto, le due squadre poco prima dell’inizio del match), non emerge il nome di nessun tesserato granata. Questo, infatti, l’unico passaggio in cui è citato il Cittadella. “Di Luzio: Va be! tu per me non lo fai un punto. Il Cittadella vuole uscire fuori… fuori dalla zona retrocessione, si vuole fare i playout.

Delli Carri: Ehm! L’altra la vinciamo Piero! (Carpi-Catania del 22 maggio, poi terminata con uno 0-0 che ha permesso agli etnei di salvarsi, ndr). Di Luzio: E va bene! Aspetti l’ultima, aspetti!”.

Già nel primo pomeriggio è arrivata una nota ufficiale della società granata, «che invita a non associare il nome del Cittadella a quello dell’indagine che riguarda il Calcio Catania». Ma è ancora più forte la presa di posizione del presidente Gabrielli: «Basta leggere i testi delle intercettazioni per rendersi conto che non c’entriamo nulla e che si tratta di un “ragionamento” tra due persone a cui siamo estranei. Sono stati messi assieme il diavolo e l’acqua santa. Da quella partita, vinta a tempo scaduto con un gol bellissimo, siamo usciti fra gli applausi del pubblico locale. Se non fossimo di fronte a una faccenda serissima, verrebbe quasi da ridere: qui si parla di una combine per farci vincere!».

Peraltro, di fronte alle segnalazione relativa alle scommesse anomale, lo stesso Claudio Foscarini ha avuto modo di dichiarare: «Mezza Catania sapeva che avremmo vinto? Beh, potevano comunicarlo pure a me, mi sarei evitato un’espulsione e un mezzo infarto. A cinque minuti dalla fine eravamo retrocessi, è stata la partita più sofferta della stagione».

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