Il Verona in A Vicenza giù e il Citta è salvo
VERONA. Pareggio doveva essere e pareggio è stato. Chi pronosticava il grande “biscotto” è stato accontentato. In realtà in questi casi non si può parlare di accordo tra le parti. Quando c’è un identico risultato che accontenta due squadre è facile immaginare che nessuno abbia voglia di rischiare più di tanto. Il pari per il Verona significava sicura promozione, per l’Empoli sicura partecipazione ai playoff. Così doveva essere e così è stato. Inutile stupirsi, stupido vergognarsi.
Il Verona torna così in serie A dopo undici anni e il Veneto in un colpo solo potrà schierare due formazioni nella massima serie, regalandoci anche un derby. Stracittadina d’appannaggio finora solo di altre quattro città: Milano, Torino, Roma e Genova. Cosa si può volere di più? In realtà qualcosa in più la nostra regione è riuscita, seppure in parte, ad ottenerla, anche se dovrà fare a meno di una della società che hanno fatto la storia del nostro calcio: il Vicenza. La squadra di Dal Canto doveva battere la Reggina per arrivare ai playout. Non c’è riuscita e nulla sarebbe cambiato neppure nel caso di un pari tra Cittadella e Ascoli. Il gol del granata Baselli, giunto in pieno recupero, non ha cambiato nulla. La favola del Cittadella continua, alla faccia dei tanti presidenti che puntano valanghe di milioni sul piatto di una passione dal sapore di protagonismo che andrebbe studiata a livello psichiatrico. I miracoli a Cittadella sono abituati a farli con formule semplici: programmazione, conoscenza del mercato e dei giocatori, serietà collettiva. Ma questo è un altro discorso che ci porterebbe lontano. Il campo, in realtà ha dato i suoi verdetti e per qualcuno suonano come una sorta di beffa.
Chi sale. Sassuolo primo, Verona secondo. Giusto così. Salgono una emiliana e una veneta, scendono un’abruzzese (Pescara), una siciliana (Palermo) e una toscana (Siena). La serie A diventa sempre più nordica, soprattutto perché ai playoff ci saranno due toscane (Livorno ed Empoli), una piemontese (Novara) e una lombarda (Brescia). Una di queste salirà.
La lotteria dei playoff. Al via mercoledì prossimo le semifinali dei playoff di serie B per decidere la terza squadra che disputerà l’anno prossimo la serie A tra Livorno, Empoli, Novara e Brescia. Il programma della semifinale prevede nell’andata (22 maggio) Brescia-Livorno e Novara-Empoli. Gli incontri di ritorno Livorno-Brescia ed Empoli-Novara si disputeranno domenica 26 maggio. La finale si disputerà, sempre con andata e ritorno, tra il 29 maggio e il 2 giugno. In caso di doppio pareggio passa alla finale playoff la squadra che meglio si è piazzata in campionato, ovvero Livorno favorito sul Brescia ed Empoli avvantaggiato sul Novara. Lo stesso dicasi per la finale.
Chi scende. Grosseto, Pro Vercelli, Ascoli e Vicenza in Lega Pro Prima Divisione. Il prossimo anno saranno sicuramente della partita di serie B anche Avellino e Trapani, già promosse mentre ai playoff si contenderanno il passaggio nella serie cadetta Entella-Lecce e Alto Adige-Carpi (girone A, si gioca domenica prossima alle ore 15), Pisa-Perugia e Nocerina-Latina (girone B, domenica prossima ore 17).
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