Le lacrime di «Ciccio» in un bar fuori dall’aula

Ruopolo ha pianto prima ancora di conoscere il verdetto. Ha preso soldi per tre combine

ROMA. Lo hanno visto con le lacrime agli occhi, in un bar vicino all’ex Ostello della Gioventù, zona Foro Italico di Roma, dove ieri è andata in scena la prima udienza del processo sportivo per il calcioscommesse. Francesco “Ciccio” Ruopolo è uno dei “rei” confessi davanti alla Procura della Federcalcio, e solo per questa sua collaborazione, ampia ed esauriente, con gli 007 di Stefano Palazzi ha evitato il carcere, dopo la nuova ondata di provvedimenti decisa dai magistrati di Cremona.

Ieri mattina si è trovato fianco a fianco di Vincenzo Italiano, il capitano del Padova con cui ha giocato sino a poche settimane fa, prima di lasciare la città una volta noti i verbali dell’audizione resa a fine marzo e rifugiarsi nella sua casa di Modena. Era successo un paio di giorni dopo la partita di Torino, andata in scena lunedì 7 maggio, quando era diventata di pubblico dominio la notizia che il 29enne attaccante nativo di Caserta aveva ammesso le proprie responsabilità, già emerse peraltro nell’indagine cremonese, per tre partite disputate quando vestiva la maglia dell’Albinoleffe nella stagione 2008/09, contro Pisa, Salernitana e Frosinone, tutte perse dai bergamaschi: per ognuna di quelle gare aveva ricevuto 15 mila euro. Il Padova, a quel punto e un po’ tardivamente, lo aveva sospeso.

Ieri il giocatore è apparso molto tirato in volto, ha chiesto di patteggiare 16 mesi ed è stato accontentato. Ma ancor prima di conoscere il verdetto della Disciplinare è scoppiato in pianto. (r.s.)

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