Nori, l’agricoltore volante che sogna il Mondiale

PIOVE DI SACCO. Sessantaquattro, che guarda caso è un quarantasei allo specchio. E per chi ama le moto, sa che 46 è il “Dottore”, Valentino Rossi. Con quel 46 speculare corre invece Dario Nori,...

PIOVE DI SACCO. Sessantaquattro, che guarda caso è un quarantasei allo specchio. E per chi ama le moto, sa che 46 è il “Dottore”, Valentino Rossi. Con quel 46 speculare corre invece Dario Nori, piovese di 21 anni, vincitore qualche giorno fa della tappa disputata all’autodromo di Adria dell’Alpe Adria Racing, un circuito internazionale. «Era una gara “extra” rispetto a quelle a cui partecipo abitualmente» dice Nori «Di solito corro nel campionato italiano, questa volta con la squadra abbiamo voluto aggiungere un appuntamento». Il giovane motociclista, che corre per il Team Padova Moto Corse, si è confrontato con piloti più esperti a correre ad Adria: «Da questo punto di vista partivo un po’ svantaggiato» ammette «Conosco poco la pista di Adria, di solito corro a Misano, Monza, Imola, Vallelunga, al Mugello. Ma sono rimasto molto soddisfatto di vedere che non ha fatto una grande differenza, alla fine». E infatti Nori, su Yamaha R6 600 ha vinto la tappa e siglato il giro più veloce, pur partendo dal terzo posto in griglia. «All’inizio ho anche perso una posizione sulla seconda curva, ma grazie alla caduta di un altro pilota sono riuscito a trovare un varco e passare in testa, dove sono rimasto per tutta la gara». Questo per quanto riguarda l’extra, mentre nel campionato italiano Nori è classificato al decimo posto (su una quarantina di piloti), anche se per ora le gare disputate sono state solo due. «Nell’ultima gara avevo trovato un buon ritmo» riassume «ma purtroppo sono caduto io e ho perso il secondo posto». E dire che le corse su pista impegnano il giovane solo da tre anni, «Ma la passione per le moto ce l’ho da sempre. Da un po’ di tempo ho trovato dei buoni sponsor e spero se ne aggiungano altri, perché i costi per mantenere la passione della moto sono veramente alti. Spero di riuscire a continuare, anche se ultimamente devo fare le capriole per conciliare il lavoro nell’impresa agricola di papà, a Corte, e la preparazione». Come si prepara? «Corro in moto nei ritagli di tempo: al mattino mi alzo alle 5 per lavorare, al pomeriggio faccio palestra, bicicletta o corro. Cerco di far convivere tutto, ma quando ci sono le gare si parte il mercoledì». E tutto questo per un sogno. «Sogno di arrivare al mondiale. Quest’anno il campionato ha un livello alto, intanto spero di riuscire a far bene qui in casa. Poi, si vedrà».

Cristina Chinello

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