Calcio, il Padova vince a Pescara 1-0: decide Faedo e la squadra ritrova fiducia
Successo pesante in chiave salvezza per il Padova: Faedo firma l’1-0, Sorrentino convince tra i pali e il gruppo ritrova spirito e autostima dopo settimane difficili

Il Padova vince a Pescara una partita che vale più dei tre punti: pesa per la classifica, certo, ma soprattutto per l’autostima di una squadra che dopo un periodo non semplice aveva bisogno di un segnale netto, concreto, quasi testardo.
È una vittoria di sofferenza e coraggio, costruita passo dopo passo, metro dopo metro, su un campo di una diretta concorrente nella corsa alla salvezza. E la firma, al minuto 57, è di Faedo: un gol che sembra riassumere lo spirito di questa squadra. L’azione la accende lui stesso, con un’iniziativa che apre una crepa nella difesa abruzzese. Passa a Seghetti prende il palo, arriva Harder che calcia forte sul corpo di un difensore, la palla rimbalza ancora al limite, sui piedi di Faedo, che tira di destro e non sbaglia. Una rete sporca, insistita, quasi operaia. Perfetta per la giornata.
Il Padova sfiora persino il raddoppio a dieci minuti dalla fine, in un contropiede che aveva il profumo del colpo del Ko. Buonaiuto, Belli e Barreca non riescono però a chiudere, e ci vuole un grande intervento di Caligara per evitare il peggio per il Pescara. Ma è un segnale: la squadra c’è, corre, punge.
Va detto che alla fine del primo tempo le cose avrebbero potuto mettersi molto male
Proprio a pochi secondi dall’intervallo, Meazza aveva trovato il gol di testa, ma il VAR ha frenato l’esultanza pescarese e annulla tutto per un fuorigioco di Tsadjout, che – oltre ad essere oltre la linea – ostacolava Sorrentino nell’intervento.
A proposito di Sorrentino, portiere chiamato da Andreoletti a sorpresa per sostituire Fortin, va detto che ha giocato una partita di grande personalità: sicuro, pulito, presente. Una risposta importante per lui, e per il gruppo.
Con questo successo il Padova ritrova una classifica più serena, ma soprattutto ritrova se stesso. Quello spirito collettivo che Andreoletti chiede e pretende. Quel senso di appartenenza che fa la differenza quando la stagione si stringe e ogni punto pesa fatica e sudore.
A Pescara non è solo tornata a vincere una squadra: è tornato a respirare un gruppo. E questo adesso è quello che vale di più.
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