Padova, che errori! Il Parma vola a + 4

Gara compromessa nei primi 45’. Il gol di Mandorlini è inutile
EDEL - FOTO PIRAN - PADOVA - CALCIO PADOVA - PARMA Gol 0-1
EDEL - FOTO PIRAN - PADOVA - CALCIO PADOVA - PARMA Gol 0-1

PADOVA. Addio ai sogni di gloria. Quelli che si potevano concretizzare con la rincorsa al Venezia e, soprattutto, con un nuovo sorpasso sul Parma. Niente di tutto ciò, il Padova incassa la seconda sconfitta consecutiva in quattro giorni, la settima stagionale, finendo a - 12 dalla capolista, che affronterà lunedì prossimo ancora nello stadio di casa. Erano quattro mesi esatti, dal successo del Pordenone (4-3) del 4 dicembre scorso, che l’Euganeo non veniva violato, e bisogna riconoscere che, alla fine, hanno vinto i più forti. Concreti e cinici nell’approfittare delle incertezze del reparto arretrato biancoscudato, e poi saggi nel gestire il doppio vantaggio sino agli ultimi 10’, quando, arretrati troppo nella loro metà campo, hanno consentito all’avversario di rinvenire, ridurre le distanze e, addirittura, provare a cercare quel gol che avrebbe significato un pareggio clamoroso. Ora, chiusa la partita per il primato, bisogna avere nervi saldi e testa a posto per non cosentire alle rivali che inseguono (Pordenone in primis) di farsi sotto e tentare un aggancio che farebbe molto male. L’impressione, comunque, è che il Padova sia stanco e paghi la fatica della lunga rincorsa alle posizioni di testa effettuata nel girone di ritorno.

EDEL - FOTO PIRAN - PADOVA - CALCIO PADOVA - PARMA neto
EDEL - FOTO PIRAN - PADOVA - CALCIO PADOVA - PARMA neto

Colpiti a freddo. Tu prepari la partita in un certo modo ed invece, dopo soli 28 secondi dal via, tutto va a carte quarantotto. Perché il Parma si dimostra subito mentalmente più forte e scatta in avanti in modo inatteso. Meno di mezzo minuto, appunto, e Munari - gran giocatore - dalla trequarti destra pesca con un lancio calibrato a scendere il senegalese Baraye sulla sinistra, dentro l’area. Controllo perfetto, Sbraga, in netto ritardo, evitato con una finta e destro chirurgico nell’angolo alla sinistra di Bindi. Peggio di così...

È uno choc per la squadra di Brevi e per i suoi tifosi, accorsi in tanti - 6.000 spettatori sugli spalti, e di mercoledì sera! - per una sfida che, di fatto, serve a definire le gerarchie alle spalle del Venezia, sempre più lontano ed ormai ad un passo dalla Serie B. E purtroppo è la difesa, la migliore sino a questo appuntamento, a tradire, così com’era successo a Salò.

I ducali, di ben altra pasta rispetto alla sconcertante prestazione dell’andata al “Tardini”, insistono e sfiorano il raddoppio, quando su cross di Nocciolini, intercettato male di testa da Emerson, Calaiò, sempre di testa, manda il pallone di poco sopra la traversa (4’). Poi è ancora Baraye a lambire il palo con un tiro a giro, dopo aver eluso ancora una volta la marcatura di Sbraga (10’). Il Padova, dunque, ci capisce poco, in questo avvio di gara tormentato, merito di un avversario che attua un pressing feroce e che copre benissimo, con il 4-3-3, l’intero campo in orizzontale, creando non pochi problemi ai padroni di casa.

Neto si fa ancora male. La reazione d’orgoglio c’è, accompagnata da tanta generosità, ma il Parma va sul velluto, aspettando i biancoscudati e affidandosi a ripartenze micidiali. Se poi ci si mette anche la sfortuna, sotto forma di un nuovo guaio muscolare al solito flessore della coscia destra, per il rientrante Neto Pereira, si capisce bene come, alla forza indiscutibile degli emiliani, si aggiunga pure il dazio di dover concedere loro il vantaggio della rinuncia, dopo mezz’ora, al più tecnico degli attaccanti a disposizione di Brevi.

2-0 esemplare. Il suggello ad un primo tempo tosto, giocato da grande squadra, il Parma lo mette con una combinazione sulla sinistra Scaglia-Calaiò: lancio a scavalcare un incerto Cappelletti per lo scatto bruciante del bomber, il quale, una volta all’interno dei 16 metri, scaraventa di sinistro sotto la traversa. Da applausi.

Palo dei ducali. Dopo l’intervallo l’allenatore milanese cambia modulo, passando al 4-4-2, con Sbraga centrale accanto ad Emerson, e Cappelletti terzino destro. Il Padova prova ad imbastire qualche azione importante, cozzando però contro una barriera gialloblù ben munita e solida attorno all’esperto Lucarelli. La porta di Frattali non corre pericoli, mentre gli uomini di D’Aversa sfiorano il terzo gol con Nocciolini, dopo un grazioso “omaggio” di Emerson, che calcia benissimo e centra il palo alla destra di Bindi, il quale poi si ritrova il pallone fra le mani (21’).

Mandorlini illude. Il lampo a lungo sperato arriva alla fine, quando il tempo per recuperare non c’è più. Dopo un tiro di De Cenco deviato da Frattali in angolo, nella mischia che si crea in area Sbraga di testa cerca la soluzione vincente, palla che sbatte su Baraye e giunge a Mandorlini: il destro secco incoccia su Iacoponi, spiazzando il portiere (43’). L’assalto finale si smorza sull’ultimo tiro di Sbraga, che esce di poco a lato (48’).

A questo punto il derby con il Venezia perde molto del suo interesse. Ma in ottica playoff va affrontato con la consapevolezza che i 3 punti in palio valgono sempre tanto. Se non altro per restare sul terzo gradino del podio.

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