Pagano loro per tutti

Carlo Sabatini e Mauro Meluso
Carlo Sabatini e Mauro Meluso
Pagano in due, i responsabili dell’area tecnica: via il direttore sportivo Mauro Meluso, esonerato l’allenatore Carlo Sabatini. Il giorno dopo la sconcertante prestazione contro il Legnano, valsa il terzo pareggio consecutivo senza reti in casa, Marcello Cestaro presenta il conto e getta a mare il progetto sposato la scorsa estate.


Il Padova da oggi cambia pelle, almeno per quanto riguarda i volti della coppia che dovrà tentare di rimettere in piedi i cocci di una squadra apparsa allo sbando, priva di idee, senza mordente, con alcuni degli uomini-chiave irriconoscibili e persino patetici nel modo di muoversi in campo. Doriano Tosi, 55 anni, di Sorbolo (Parma), che nell’agosto scorso si era dimesso dall’incarico di d.s. del Modena, in serie B, dopo la nomina di Marco Ballotta a direttore generale (a sua volta uscito di scena quasi subito), ha accettato la proposta del patron vicentino di firmare un contratto di sei mesi per ridisegnare, completandolo, il mosaico biancoscudato, aggiungendovi magari qualche giocatore di maggior spessore e personalità, dopo gli arrivi, al mercato di riparazione, di Jidayi e Cesar. Attilio Tesser, 50 anni, di Montebelluna, ex allenatore di Sud Tirol, Triestina, Cagliari, Ascoli e Mantova, è il nuovo tecnico, ma deve liberarsi dall’impegno con il club virgiliano (a cui è legato sino a giugno), e per questo motivo non è stato possibile ufficializzarne ieri l’ingaggio. Se, com’è scontato, troverà questa mattina un’intesa con il presidente mantovano Lori, diventerà con un giorno di ritardo il successore di Sabatini. Sia Tosi che il mister trevigiano hanno in tasca un’opzione per la prossima stagione. La presentazione di entrambi è prevista oggi, direttamente a Bresseo, intorno alle 13,30.


L’ennesima rivoluzione.
Che ci fosse aria di tempesta, foriera di provvedimenti clamorosi, lo si era già intuito domenica sera, quando il presidente aveva espresso tutta la sua amarezza per la prova «insoddisfacente» - l’espressione più gentile a cui era ricorso - della squadra nel pomeriggio. Cestaro, che aveva seguito la gara dalla panchina, aveva lasciato lo stadio pochi minuti prima dell’irruzione di otto ultras negli spogliatoi, autori di un blitz in piena regola per manifestare ai giocatori e a Sabatini la rabbia e la frustrazione di una tifoseria che si sente presa in giro da anni. Uscendo, lo avevano sentito borbottare, rivolto al direttore generale Gianluca Sottovia: «Basta, li mando via». Riferimento esplicito a diesse e mister. La notte ha evidentemente rinforzato questa sua convinzione. Ed è scattata l’ennesima rivoluzione da quando si è insediato al vertice del club, nella primavera del 2004. Con Tesser siamo al settimo allenatore in cinque anni solari, che significano sei campionati di C/1 (ora Prima Divisione); con Tosi al quarto direttore sportivo. E se vi aggiungiamo circa 130 giocatori passati dalle parti di Bresseo, il conto è presto fatto: un fiume di denaro sprecato per non approdare mai, dicasi mai, ai playoff.


Incontro a Dueville.
Ma come si è arrivati alla scelta della nuova coppia tecnica? Cestaro non si è inventato la soluzione in 24 ore, evidentemente stava lavorando da tempo all’avvicendamento di Meluso, e poi a quello dell’allenatore. Già nell’estate scorsa aveva espresso pubblicamente dubbi sul suo collaboratore di mercato, scivolando sulla classica buccia di banana («Non c’è più il tempo per cambiare» aveva confessato in un’intervista). Se davvero non credeva più nel d.s. calabrese (ma teramano d’adozione), avrebbe dovuto chiudere subito il rapporto con lui, invece di continuare a farlo lavorare per il Padova. Le perplessità si erano poi accentuate a settembre, dopo il disastroso avvio di stagione, con due pareggi - quelli rocamboleschi contro Legnano e Lumezzane - e una sconfitta nelle prime tre giornate. Infine, pur non essendo presente a Busto Arsizio la domenica prima di Natale, si era convinto a soprassedere a qualsiasi decisione per l’infausta direzione arbitrale del signor Palazzino, che aveva smaccatamente favorito la Pro Patria. Ieri mattina, insieme a Sottovia, ha rotto gli indugi e ha atteso nei suoi uffici Unicomm, a Dueville, l’arrivo di Tosi. I tre hanno parlato a lungo, analizzato le ragioni di un rendimento troppo discontinuo nel girone d’andata, e valutato come e dove intervenire. Successivamente il nuovo d.s. ha fatto ritorno a Modena, per preparare le valigie e trasferirsi in Veneto.


Licenziati alle 16.30.
La comunicazione del doppio esonero, ai due interessati, è stata data a metà pomeriggio da Cestaro via telefono. Prima ha parlato con Meluso, che era a casa in Abruzzo, poi con Sabatini. «Ci fermiamo qui, mi dispiace» ha detto loro. Il resto appartiene alla privacy, perchè il presidente non lo ha svelato. «E’ stata una decisione sofferta, soprattutto per quanto riguarda l’allenatore, una persona esemplare per correttezza, grande voglia di fare e abnegazione sul campo - ha chiarito - Ma domenica ho visto una squadra troppo molle, giocatori senz’anima, con poche idee. Cos’avrei dovuto fare? Aspettare ancora, dopo che, esaminando i risultati e le prestazioni precedenti, il bilancio parlava a nostro sfavore? Chiamatelo pure “tradimento” dei giocatori verso il sottoscritto, ma anche verso il mister. Lui ci ha messo il massimo impegno, lavorando anche 16 ore al giorno, ma le sue indicazioni non erano più recepite al meglio dal gruppo».


Silenzio dai due esonerati.
«Non parlo perchè sono frastornato». Sono le uniche parole pronunciate da Meluso subito dopo aver appreso della chiusura del rapporto con la società biancoscudata, per la quale ha lavorato due anni solari: subentrato a Renato Favero a dicembre 2006, si era trovato dopo poche settimane a gestire il cambio di guida tecnica da Pellegrino a Mandorlini. Poi, a giugno 2007, l’addio dell’allenatore romagnolo (approdato in serie A a Siena) e la chiamata di Ezio Rossi. Quindi, nel marzo 2008, altro esonero, con il congedo da Rossi e la promozione di Sabatini. Con Meluso il Padova interrompe la collaborazione subito dopo averne sposato in pieno la linea di rinforzo al mercato, e questo stride assai in previsione delle prossime scelte che verranno compiute dall’accoppiata Tosi-Tesser, che nelle due partite con Lumezzane e Novara dovrà valutare attentamente la rosa a disposizione per colmare eventuali lacune.


Quanto all’allenatore perugino, il suo telefonino è rimasto muto per tutto il giorno. Impossibile parlargli, ma è comprensibile che ci sia rimasto malissimo. Del resto, aveva puntato moltissimo su questa “avventura” biancoscudata, dopo anni e anni di apprendistato nel settore giovanile e dopo aver fatto il “secondo” a Udine di colleghi di provata esperienza come Cosmi, Galeone e Malesani. Al Padova è dal 1990, salvo la parentesi vissuta in Friuli, e la sua uscita di scena segna la fine di quel progetto di rilancio che si è frantumato su una serie di ostacoli imprevisti, a cominciare dalla sequela di infortuni che lo ha privato di pedine importanti per chiudere con i tre pareggi di fila raccolti all’Euganeo nell’ultimo mese. Insieme a lui vengono messi in disparte anche i collaboratori dello staff, dal preparatore atletico Andrea Bellini all’allenatore dei portieri Massimo Mattiazzo, mentre invece rimarrà con Tesser il «vice» Emanuele Pellizzaro, una colonna del Padova (vincente) che fu.

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