Pasetto: «L’errore più grande? La svista su Cook»

PADOVA. «L’errore più grande della mia carriera? Quel fallo laterale non fischiato a Darwin Cook che probabilmente costò lo scudetto a Varese». Roberto Pasetto da qualche settimana è l’arbitro italiano che vanta il maggior numero di partite dirette nei campionati professionistici italiani: il 17 febbraio il fischietto padovano ha infatti superato la soglia record delle 751 gare. Ricordarle tutte è un’impresa, ma certamente una rimane vivida nella mente di Pasetto. È il 7 maggio 1988 e si gioca la bella della semifinale scudetto tra Varese e Pesaro: il pesarese Cook, dopo aver tirato e sbagliato il canestro della vittoria, cattura il rimbalzo e mette mezzo piede fuori della linea laterale, prima di segnare i due punti che varranno la finalissima per la squadra allora allenata da Valerio Bianchini. Vincitrice poi dello scudetto ai danni di Milano.
«Aldo Giordani volle far rivedere più volte quell’azione alla Domenica Sportiva» ricorda Pasetto, vigile urbano di 51 anni, nato a Padova ma fiorentino d’adozione «Fu la prima volta che usarono la moviola in tv per guardare un’azione di basket. Ecco, quello è un fischio che avrei dovuto fare e che ancora mi pesa». La carriera dell’arbitro patavino è stata tutt’altro che frenata da quell’episodio e a testimoniarlo c’è il record. La sua esperienza sportiva nasce da Padova, vero? «A Padova ho vissuto fino ai 14 anni, frequentando gli amici nel patronato di San Giuseppe e vestendo anche la maglia della Virtus. Ma sono memorie lontanissime, visto che ho passato il resto della mia vita a Firenze». Si ricorda la sua prima partita col fischietto in bocca? «Era il 1976 e mi affidarono la gara di Propaganda femminile tra due formazioni del San Giovanni Valdarno. La prima gara tra i professionisti fu invece Dietor Bologna-Cantine Riunite Reggio Emilia, il 28 settembre 1986, giocata nell’allora Madison di piazza Azzarita».
Il record, prima delle sue 751 partite, apparteneva a Pierluigi D’Este, veneziano e residente a Torreglia: «È un affare tra padovani» ci scherza su Pasetto «Pierluigi mi ha scritto per congratularsi con me. Stessa cosa ha fatto l’amico Tiziano Zancanella (che vive ad Este e che fino all’estate scorsa era presidente federale degli arbitri italiani). Con loro ho vissuto 22 anni di esperienze, dalla formazione ai debutti nei massimi campionati». Parliamo al passato ma Pasetto ha ancora il fischietto tra i denti: «Da regolamento non potrei più dirigere ma mi sono classificato tra i primi arbitri italiani e ho ottenuto la deroga. Sarà l’ ultima stagione».
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