«Riportare il Padova all’Appiani»

Il sogno di Vecchiato. L’assessore: «Difficile, ma giusto premiare chi investe nello sport»
Di Francesco Cocchiglia
BARON.PADOVA-SPEZIA STADIO EUGANEO
BARON.PADOVA-SPEZIA STADIO EUGANEO

PADOVA. Quant’è spessa la linea che separa il sogno dalla realtà? All’apparenza, molto. La comparsa sulla scena dei fratelli Vecchiato ha mostrato a tutti che a volte, tuttavia, dalla visione è un attimo passare ai fatti, se c’è la volontà giusta. La Interbrau (che in questo periodo è impegnata nella promozione di una birra che per nome e logo ricorderà molto la città del Santo) si sta facendo largo, toccando corde che Padova e i suoi tifosi sentono vibrare impetuosamente: lo stadio, la serie A, l’Appiani. A volte il sogno rimane tale. Altre, la visione si concretizza: il primo passo, finalmente, è stato fatto. Ed è proprio grazie alla famiglia Vecchiato, visionaria a proprio modo, che tutto ciò è stato possibile. Stiamo parlando del rifacimento dello stadio di via Carducci: l’Appiani.

La rinascita. Tra una settimana, il 29 maggio, saranno diciannove anni senza lo stadio Appiani. Un impianto che con Padova-Palermo chiuse i battenti al grande calcio, dopo aver scritto pagine memorabili non solo per il Padova, ma anche per l’intero pallone italiano. Entro quaranta giorni, però, verrà ufficialmente predisposto dai fratelli Vecchiato e dai loro tecnici il progetto esecutivo per il riammodernamento della Tribuna Ovest dell’impianto di via Carducci. Centocinquantamila euro il costo dei lavori, che partiranno non appena la Soprintendenza dei Beni Culturali avrà dato il proprio assenso, orientativamente verso settembre: gli interventi riguarderanno la manutenzione della tribuna coperta, che passerà dai miseri 99 posti attualmente consentiti ai quasi 800 ipotizzati, grazie alla sostituzione delle poltroncine, alla ridipintura, alla sistemazione delle pedate, dei servizi igienici e del parterre antistante il campo di gioco.

Si tratta solo della prima tranche di lavori predisposta dai tecnici comunali e dal consigliere Michele Toniato. Ma dopo quasi un ventennio di immobilismo, è già un bel passo avanti: «Mi auguro che la dedizione dei fratelli Vecchiato dia la sveglia a tanti altri imprenditori padovani», ha spiegato l’assessore allo sport, Umberto Zampieri, «che possano tornare ad investire risorse nello sport e nel sociale».

Il sogno. Sandro Vecchiato lo dice senza utilizzare mezzi termini: «Il nostro sogno è quello di riportare il Padova a disputare le partite ufficiali allo stadio Appiani. Tutti noi», annuncia, «sappiamo che il calcio, giocato in quell’impianto, è tutt’altra cosa rispetto a quello giocato negli altri stadi padovani. L’Appiani è un tempio sacro, che vogliamo torni fruibile ai padovani».

La possibilità più concreta è che, innanzitutto, all’Appiani il Padova torni a svolgere almeno un allenamento a settimana. Riportare il campionato a due passi da Prato della Valle, tra viabilità, sicurezza e nuove normative, sembra un sogno a occhi aperti più che una prospettiva realizzabile, stando anche all’opinione dell’assessore Zampieri.

Ma Sandro Vecchiato ha imparato come catalizzare l’attenzione del tifoso: «Il Padova che immagino è quello capace di tornare in serie A, e di sognare l’Europa come avvenne ai tempi di Colautti. L’unica cosa che mi sta a cuore è che il futuro del Biancoscudo sia migliore dell’oggi: la trattativa con Cestaro va avanti, stiamo dando il massimo su questa questione e continueremo ad esserci per questa città e per i suoi tifosi, anche se il progetto di ingresso nel Padova non andasse in porto». E tra le tante risposte Vecchiato si è pure dicendo che lui uno come Pea lo terrebbe, affermazione non proprio diplomatica vista la trattativa ancora in corso. »Ho anche il nome di un ds in tesa», ha concluso »ma non ve lo dico nemmeno sotto tortura».

Solo il tempo dirà se i Vecchiato riusciranno nei loro intenti o se finiranno per sbattere addosso alle infinite aspettative che il popolo di Padova, a questo punto, ripone nei loro confronti.

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