San Paolo pari, Longhi traballa ma non cade

I gialloblù conquistano in extremis un punto con il Romagna Centro: il mister sempre a rischio esonero
BARON.SAN PAOLO-BIANCOSCUDATI COPPA ITALIA.parlato-longhi
BARON.SAN PAOLO-BIANCOSCUDATI COPPA ITALIA.parlato-longhi

PADOVA. Il pareggio strappato in extremis contro il Romagna Centro al Plebiscito non può essere più di un brodino per il San Paolo, che evita la sconfitta solo grazie alla zampata del suo capitano. Squadra molle e confusionaria, gioco tutt’altro che convincente, condizione fisica precaria. E così la posizione di Damiano Longhi, a dispetto delle dichiarazioni, sembra tutt’altro che stabile. Perché non può bastare la mancanza di attaccanti (assenti ieri Antonelli, Marcolin e Rebecca) a giustificare una formazione che negli ultimi venti metri proprio non riesce a costruire palloni giocabili. Per lo meno nel primo tempo, che parte sull’onda di un paio di conclusioni dalla distanza dell’Atletico (Mascolo all’11’ e Sambugaro un minuto dopo) bloccate senza troppi patemi da Semprini. Il problema principale è che se i padroni di casa cercano una manovra ragionata ma raramente riescono ad arrivare alla conclusione, alla prima occasione utile il Romagna timbra il vantaggio: è il 17’ quando Gavoci trasforma una punizione a due dai venti metri in una parabola che supera la barriera e scende sotto l’angolino alla sinistra di Rosiglioni. Il San Paolo accusa il colpo e prova a reagire con Gusella, il migliore dei suoi. È però un fuoco di paglia, perché il Romagna riesce spesso e volentieri a controllare i palloni scaraventati senza troppe idee nella propria trequarti, e in contropiede rischia anche il bis. Ad inizio ripresa Longhi getta nella mischia il nuovo arrivato, Davide Matteini (che potrebbe aver giocato già la sua ultima partita in gialloblù), ma la musica non cambia. L’ex attaccante del Padova dimostra di saperci ancora fare con la palla tra i piedi, ma atleticamente non ha di certo 45’ nelle gambe. L’effetto, quindi, è di produrre una ripresa sulla falsa riga del primo tempo, con il San Paolo a tenere il pallino del gioco senza riuscire a trovare il guizzo negli ultimi venti metri. Tanto che le migliori occasioni sono ancora dei romagnoli. Proprio quando tutto sembra perduto, all’ultimo secondo ci pensa Caco: il capitano si gira in area nel forcing finale e trova il varco che i suoi compagni non erano stati capaci di aprire. Ma il pareggio è proprio pochino.

Francesco Cocchiglia

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