Tassetto: «Via la pigrizia e fare sport L’atleta più performante? Nessun dubbio, è Alex Zanardi»

PADOVA. La nomina ad ufficiale della Repubblica ricevuta qualche giorno fa si aggiunge alle numerose onorificenze già ottenute da Paolo Tassetto: cavaliere per risultati sportivi prima, insignito...
PADOVA. La nomina ad ufficiale della Repubblica ricevuta qualche giorno fa si aggiunge alle numerose onorificenze già ottenute da Paolo Tassetto: cavaliere per risultati sportivi prima, insignito della Palma di bronzo al merito tecnico da parte del Coni poi.


Il preparatore atletico originario di Oderzo (Treviso), 58 anni, padovano d’adozione, ha iniziato la sua lunga carriera da sportivo una quarantina d’anni fa, ai Giochi della Gioventù, nel settore lanci. Poi si è dedicato alla pesistica (che in quegli anni era una disciplina nuova) e ne è diventato allenatore, nel 1989, prima di ottenere la qualifica di istruttore della Federazione italiana lotta pesi judo karate. È maestro di pesistica e di cultura fisica, e sotto di lui sono passati diversi atleti top. Oggi è personal trainer alla palestra Forum.


Paolo, qualche nome degli atleti che ha seguito?


«Lorenzo Fields dei Saints, l’ho conosciuto in palestra, è stato uno dei migliori running back venuti a giocare in Italia; il canoista olimpico Andrea Facchin (che preferiva allenare le braccia alle gambe); lo schermidore Matteo Zennaro, specialista del fioretto e bronzo olimpico, un gigante. Ma anche i calciatori Angelo Montrone, Emanuele Pellizzaro, Marco Cunico...».


Quali le maggiori difficoltà della preparazione in palestra?


«Per ottenere risultati ci vuole continuità, in questo modo lo sport diventa una disciplina e non è semplice avere lo stesso ritmo tutti i giorni, specialmente se e quando sgarri».


Come si è evoluto il suo lavoro nel corso degli anni?


«È diventato sempre più minuzioso: ormai gli sportivi professionisti si occupano di molto altro rispetto alla loro disciplina. Alimentazione, mental training, contano anche le ore di sonno e gli intervalli tra lavoro e riposo. Una volta, invece, l’approccio allo sport era molto più spartano; il secondo di 30 anni fa è diventato oggi la frazione di secondo, si gioca tutto su un filo sottilissimo».


Gli atleti più performanti?


«Un nome su tutti: Alessandro Zanardi. Quando correva in Formula 1 era minuto; oggi sembra un culturista, si vede anche nella trasformazione del suo fisico la passione che mette in quello che fa».


E i non professionisti, come sono oggi?


«Le possibilità tecnologiche hanno indebolito il fisico: siamo tutti tendenzialmente più pigri e vorremmo avere tutto e subito. A causa di questo atteggiamento molti non iniziano neppure un’attività fisica, altri abbandonano prima di cominciare a vedere i risultati perché si stancano e perché non è facile essere costanti. La conseguenza è che così si invecchia peggio. Chi, invece, pratica regolarmente un’attività fisica, si vede: si sente più forte, vive meglio e si muove in modo regolare. Se ci mettiamo anche la dieta mediterranea, siamo sulla strada giusta».


Cristina Chinello


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