Tesser esonerato allena regolarmente la Triestina Calcio: è giallo
Non c’è il documento formale dell’interruzione del rapporto e così Tesser fa l’allenamento. Intanto Marino arriva a Trieste

Le sorprese, anche le più inaspettate e fastidiose, albergano da molti mesi nelle stanze dei bottoni della Triestina. Dopo il record dei punti di penalizzazione, il precampionato alla vigilia di ferragosto, il primo test stagionale direttamente in Coppa Italia, l’inconsapevolezza del mercato bloccato, il ritardo nella fideiussione integrativa, i deferimenti a catena, ora tocca all’esonero-fantasma del tecnico. L’interruzione del rapporto con Attilio Tesser è rimasto in stand-by a distanza di 24 ore dalla comunicazione da parte del club all’interessato.
Come nulla fosse successo nella concitata giornata del post sconfitta di Ospitaletto lunedi pomeriggio Attilio Tesser, con il suo staff, ha guidato l’allenamento della squadra. Se la Triestina non fosse una vicenda seria che, oltre all’attività sportiva dà lavoro a decine di persone, verrebbe da ridere. Ma di divertente non c’è proprio nulla in quest’ultima vicenda grottesca.
Situazione in stand-by
A vedere Attilio con i ragazzi al Grezar tutti potrebbero pensare a un ripensamento della società su una decisione presa a caldo e comunque chiaramente con un senso logico imperscrutabile agli umani. E invece non c’è stato, a detta del diesse Michele Franco, alcun dietro-front sulla decisione presa. Dalla proprietà, ed è molto inusuale, non è giunta alcuna comunicazione. Se poi si profilasse un corto circuito tra il responsabile del settore tecnico e la proprietà, il fatto sarebbe ancora più grave. Perché Tesser, dopo una convocazione in sede, poi si è rimesso gli scarpini e la tuta per affrontare il gelido pomeriggio del Grezar?
Le motivazioni
Ci sarebbero stati degli intoppi burocratici che hanno impedito di formalizzare la decisione dell’interruzione del rapporto con il tecnico di Montebelluna e innamorato di Trieste e dell’Unione. Alla comunicazione verbale, data a Tesser ma non al suo staff che evidentemente viene confermato, doveva seguire un documento sottoscritto dal club. Diciamo così una lettera di licenziamento (anche se il contratto scade a giugno) che non è stata recapitata all’allenatore. Succede così in ogni vicenda lavorativa, è successo così decine di volte in casa Unione on passato e migliaia di volte nelle società sportive che divorziano dalla guida tecnica. In assenza del documento correttamente Tesser ha deciso di non sottrarsi alla sua attività lavorativa evitando di incorrere in un’inadempienza contrattuale. E nessuno ha avuto niente da ridire sul comportamento dell’allenatore.
Gli altri soggetti coinvolti
Il club, dopo la comunicazione verbale dell’esonero, si era rivolta a Giuseppe Marino per affidargli la guida tecnica della squadra. E infatti il giovane tecnico napoletano si è presentato a Trieste con il suo vice Ciofani (e lo staff) come deve fare correttamente chi è ancora contrattualizzato. Insomma un viaggio affrontato in fretta e furia per poi non mettere piede in campo a dirigere la seduta degli alabardati. Magari la società spiegherà nelle prossime ore con dovizia di particolari o con un comunicato tutto l’accaduto. Ma questo è successo lunedì ed è evidente come la situazione tragicomica non sia passata inosservata anche nel resto d’Italia.
La squadra
Chissà cosa avranno pensato i giocatori nel vedere nello spogliatoio il tecnico e lo staff con il quale finora hanno dimostrato di avere un ottimo rapporto? Mancano pochi giorni alla partita di venerdì con il Lumezzane e di solito la mente è già proiettata alle vicende agonistiche. Così è sempre stato nonostante la classifica devastata dalle penalizzazioni.
Questione di professionalità
Già perché Tesser e tutti (o quasi) i giocatori hanno dato dimostrazione di grande professionalità in un ambiente non proprio idilliaco. Anzi per chi segue le vicende della Triestina proprio il gruppo squadra (anche quando era alla guida di Marino) ha rappresentato il vero punto fermo che non ha mai sbandato.
Il carattere, le prestazioni, la voglia di allenarsi ci sono sempre stati al di là dei risultati. Risultati deficitari non in assoluto (questa squadra costruita in modo occasionale sarebbe in corsa per la salvezza) ma in relazione all’handicap monstre da recuperare e inflitto a tavolino.
Proprio questo valore, di questi tempi, è stato messo in discussione dalle scelte conservative della proprietà americana. Ed era invece l’unico valore da preservare anche nell’ottica di uno sviluppo futuro pur partendo dal basso. A questo punto non resta che aspettare. Tutto è possibile: si potrebbe andare avanti magari ancora con Tesser o con Marino. In questo corto circuito imbarazzante e dannoso il pallino è più che mai in mano ai padroni d’oltreoceano.
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