Crisi, è ancora buio: produzione industriale -5,6% nel primo trimestre

La produzione industriale registra una flessione significativa nel Padovano in tutti i comparti. Pavin, leader di Confindustria: «Alto rischio di deindustrializzazione»
SALMASO - ELEZIONI CONFINDUSTRIA - MASSIMO PAVIN SALMASO - ELEZIONI CONFINDUSTRIA
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PADOVA. È ancora un bollettino di guerra l’indagine congiunturale delle imprese padovane nel primo trimestre 2013: la produzione industriale registra una flessione del -5,6% rispetto allo stesso periodo del 2012 (dopo il - 5,8% nel quarto trimestre), e la contrazione riguarda tutti i comparti del manifatturiero (-5,2%), con il metalmeccanico che cede il -4,3% e il crollo delle costruzioni (-14,7%). Lo rende noto l’ufficio studi di Confindustria Padova.

L’andamento negativo riguarda soprattutto le imprese fra 10 e 49 addetti (-7,6%). Tra gennaio e marzo gli ordini hanno ceduto il 6,8% su base annua, lasciando pochi spazi per un recupero di attività nei prossimi mesi. Per il 39% delle imprese la visibilità sugli ordini non arriva a un mese. Le previsioni per il secondo trimestre non indicano peraltro segnali di inversione della fase recessiva. La produzione è attesa in crescita solo dal 15,8% delle aziende intervistate, in calo dal 35,3% (saldo di opinione da -15 a -20).

«Il rischio deindustrializzazione è alto - sottolinea il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin - e impone al Governo di fare in fretta. Se le priorità sono crescita e occupazione, la prima cosa da tagliare sono le tasse sul lavoro e l’impresa, oggi a livelli insopportabili. È qui che vanno concentrate le risorse, con la contemporanea riduzione dell’Irap e degli oneri sul lavoro dipendente, per dare più soldi in tasca ai lavoratori e più competitività alle aziende».

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