Addio a Stefano Griggio ha guidato la Sapiselco che esporta in 65 Paesi

Saonara
È morto Stefano Griggio. Aveva 72 anni. Era il titolare della SapiSelco srl, l’azienda che produce fascette di cablaggio e si trova in via Irpinia 43/45, a Villatora di Saonara ed occupa cento lavoratori. Lascia la moglie Loredana ed i figli Giacomo e Federico, che adesso prenderanno in mano il timone della bella azienda. I funerali, curati dall’impresa Santinello, si terranno mercoledì, alle 10. 30, nella basilica di Santa Giustina, a Padova.
Con la sua scomparsa l’economia padovana perde uno dei più intelligenti e capaci capitani d’industria. L’azienda di materie plastiche è stata fondata, esattamente, 70 anni fa. Ossia nel 1950, dal padre Romeo, in un periodo particolarmente difficile per un’Italia che non si era ancora ripresa dalle macerie della Seconda guerra mondiale.
È stato Stefano Griggio a farla diventare, man mano, con la sua acuta lungimiranza e con la sua capacità imprenditoriale, più grande e importante. Cosicché oggi la SapiSelco esporta il 90% dei suoi, ricercati, prodotti in 65 Paesi, tra cui anche Messico, Australia e Giappone ed ogni anno produce, con il sistema dello stampaggio cosiddetto ad iniezione, sei miliardi di pezzi all’anno.
«Mio marito era una persona buona ed onesta» sottolinea la moglie Loredana « Per lui c’erano solo famiglia e lavoro. L’hanno sempre contraddistinto l’onestà professionale e la volontà di garantire per il cliente di turno il migliore prodotto possibile. Insomma un imprenditore unico nel variegato panorama dell’industria attuale».
Griggio era anche un padre esemplare. «In famiglia si è sempre comportato bene» osserva il figlio Giacomo «Ha sempre amato moltissimo sia nostra madre che mio fratello ed il sottoscritto. Non ci ha fatto mancare mai nulla. Siamo orgogliosi di avere avuto un padre del genere e speriamo di continuare la vita produttiva dell’azienda nel solco di quello che ci ha insegnato».
Tutta la famiglia ringrazia, con il cuore in mano, il personale sanitario che lo ha assistito, con estrema attenzione, sino all’ultimo respiro. —
FELICE PADUANO
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