E’ morto Enzo Scianna, re del piano bar: «Ha vissuto il jet-set degli anni ’70»
Il musicista padovano è scomparso a 82 anni. Amico di Gianni Agnelli, Marta Marzotto e tanti altri. Mercoledì i funerali

L’ultimo degli chansonnier e forse il più grande. Se n’è andato a 82 anni Enzo Scianna, il padovano che ha fatto la storia del piano bar in Italia.
E in un periodo irripetibile, tra gli anni ’70 e gli ’80, quando ha suonato in tutto il mondo – da Montecarlo al Brasile, alla scintillante Costa Smeralda – e con i più grandi musicisti: Enzo Jannacci, Lucio Dalla, Riccardo Cocciante e tanti altri. «Ma anche una persona generosa e di gran cuore, che si dava da fare per altri – lo ricorda il figlio Filippo – Ha lasciato un segno forte, perché mi sono arrivati messaggi di tantissimi musicisti e non solo». Il funerale è in programma mercoledì alle 15.30 nella chiesa di San Nicolò, in centro.
Una vita tra pianoforte e jetset
Scianna era figlio di Rosario, un medico siciliano che da Bagheria (in provincia di Palermo) si trasferì ad Abano per lavorare negli alberghi. Un medico che divenne però il primo sindaco della città aponse dopo la guerra nel 1945, riconfermato poi alle amministrative dell’anno seguente.
Enzo nacque a Bovolenta, ma visse la sua giovinezza nel centro termale. Come il padre si laureò in Medicina, ma furono le lezioni al conservatorio Pollini a cambiargli la vita. Era una promessa del piano classico, ma decise di accettare le proposte che gli arrivarono dal mondo dello spettacolo.
Siamo agli inizi degli anni ’70 e da promessa del piano iniziò a girare il mondo: «Da solo o in compagnia di suoi mecenati, com’è successo con Gianni Agnelli – racconta il grande amico Salvatore Solimeno, già direttore della Siae padovana – I due girarono il Brasile per presentare i nuovi modelli Fiat: “Mi vaccomando Enzino, facciamo bella figuva, staseva suonevai con Baden Powel”m gli sussurrava in un orecchio l’Avvocato. A volte veniva prelevato dal suo piano, ben sistemato negli hotel di lusso – del Toulà di Milano, anziché del Miramonti di Cortina, o del Grand Hotel delle Terme di Sirmione – dall’elicottero della sua amica Marta Marzotto per le sue feste esclusive. Ha suonato a Mosca, a Dussendorf, a Budapest e così via».
Scianna ha vissuto il Brasile e ne è stato toccato, agli inizi degli anni ‘90 con puntate all’Ippopotamo di Rio, e poi a São Paulo e Belo Horizonte.
Innamorato della canzone d’autore
Il suo repertorio è la canzone d’autore, dalla scuola genovese a quella milanese, con raffinate incursioni nella canzone napoletana. Fino a incontri con personaggi lontanissimi dal suo mondo, com’è il caso della bossa nova veneziana “Gastu mai pensà” realizzata assieme al grande attore veneziano Lino Toffolo.
«La sua voce ha il colore e la forza evocativa dei grandi interpreti, il suo piano ha una ricchezza armonica fuori dal comune, fra una nota e l’altra Enzo è capace di farci entrare un mondo, un mondo sospeso, evocato dagli interventi discreti di una tastiera, compagna del piano e della voce nelle melodie e nelle armonie – lo ricorda ancora Solimeno – Pare che Lucio Dalla abbia detto che Enzo sia il più grande interprete della canzone d’autore non conosciuto. Non sappiamo se è vero, ma poco importa: quando siamo di fronte all’ageografia o al mito abbiamo sicuramente la misura di un artista e spesso di un uomo fuori dal comune». —
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