Anche il Bo rende omaggio a Steve Jobs

L’Associazione mazziniana ha organizzato un incontro con Bombi per ricordare «mister Apple». Medicina ed Economia fanno lezione con l'iPad
Una foto in memoria di Steve Jobs scattata con l’iPad
Una foto in memoria di Steve Jobs scattata con l’iPad
PADOVA. Genio visionario, eclettico, rivoluzionario. Padova ricorda l'uomo che ha messo gambe all'aria il mondo digitale, che ha creato una «app» per ogni desiderio tecnologico. Il 24 ottobre alle 18 la sala Anziani di palazzo Moroni ospiterà una conferenza dedicata a Steve Jobs, anima di Apple e motore del suo rinascimento, morto l'altra notte.


A raccontare «storia e filosofia» di un personaggio che ha impresso una svolta epocale all'hi-tech, dall'Ipod all'IPad, passando per Iphone e la scommessa di Icloud, sarà Franco Bombi, docente di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Padova. Promotori dell'iniziativa, messa in piedi non appena si è diffusa la notizia della morte del padre di Apple, l'associazione mazziniana italiana, con il suo presidente Benito Lorigiola.


I sostenitori delle idee liberali di Giuseppe Mazzini non potevano lasciarsi sfuggire l'occasione di promuovere un'iniziativa che affonda le radici nel messaggio che Steve Jobs ha lasciato alle giovani generazioni. Da Stanford, Università che aveva frequentato senza portare a termine gli studi, aveva detto a centinaia di giovani studenti: «Siate affamati, siate folli», «Qualche volta la vita ci colpisce con un mattone in testa, non perdete la fede però».


Un'iniezione di ottimismo, di pragmatismo, di speranza. Benito Lorigiola, presidente della sezione padovana dell'associazione mazziniana italiana, ha chiesto a Franco Bombi di raccontare ciò che ha significato Steve Jobs per l'Informatica, per la tecnologia. «La nostra è un'associazione che guarda da vicino i giovani - ha affermato Lorigiola - ed è per questo motivo che abbiamo pensato di dar vita ad un momento a loro dedicato per ricordare attraverso le parole di Bombi la figura del padre di Apple. Abbiamo chiesto al professore, che ha vissuto nel tempo tutta la rivoluzione tecnologica, dai grandi calcolatori alle ultime conquiste dell'ingegneria informatica, di raccontarlo in modo divulgativo alla cittadinanza, utilizzando come chiave di lettura la figura di Jobs».


Sarà un docente dell'ateneo a ricordare «mister Apple». E proprio il Bo è stato uno dei primi atenei d'Italia a scommettere sulla tecnologia targata Steve Jobs. La facoltà di Medicina di Giorgio Palù ha aperto la strada alla rivoluzione digitale, permettendo ai propri studenti e docenti di produrre e scaricare lezioni ed appunti sull'Ipod.


Poi è stata la volta della facoltà di Economia, che aveva dato avvio al pensionamento dei libri di testo, puntando sulla tecnologia dell'iPad, il tablet oggetto del desiderio di giovani e meno giovani. Prova su più economici Asus per testare il gradimento per poi passare al frutto forse più visionario di Steve Jobs, uomo capace di prevedere i bisogni di tecnologia, dando alla gente ciò che non sapeva di volere.


Il Bo è sbarcato su iTunes U, la piattaforma digitale di Apple che permette di diffondere podcast, video. L'attivazione del canale rientra in progetto di promozione dell'Open Learning e del Mobile Learning, finalizzato ad ampliare la disponibilità del materiale didattico a tutti, anche ai non iscritti all'Università, ragazzi come il giovane Steve Jobs.

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