Derubato alla fermata dalla banda dei borseggiatori: è il nono furto in tre giorni

Il 78enne di Borgoricco è stato preso di mira proprio mentre timbrava il biglietto. Spariti documenti, contanti e le foto ricordo della famiglia. I carabinieri indagano

Silvia Bergamin
A sinistra, Livio Carraro, il pensionato derubato dai borseggiatori. A destra, la fermata del tram della stazione
A sinistra, Livio Carraro, il pensionato derubato dai borseggiatori. A destra, la fermata del tram della stazione

La cerniera aperta del borsellino a tracolla e quel vuoto che fa più male del furto stesso. Dentro non c’erano solo 250 euro e i documenti, ma le foto della moglie da fidanzati e quelle delle figlie.

Livio Carraro, 78 anni, di Borgoricco, è l’ultima vittima di una banda di borseggiatori che in soli tre giorni ha colpito nove volte sulle linee del tram. «Mai avrei pensato mi potesse succedere una cosa del genere. Non mi sono accorto di nulla», racconta ancora scosso il pensionato.

La sua giornata di lunedì era iniziata come tante altre, con una visita medica in ospedale da sbrigare in città. La routine consolidata: parcheggiare a Pontevigodarzere e poi prendere il tram. Alle 12.45 il mezzo arriva alla fermata di fronte alla stazione ferroviaria. Livio sale insieme a decine di altri passeggeri. «Era piuttosto pieno. Anche sulla porta c’erano tante persone, tanto che ho fatto fatica ad andare a timbrare il biglietto».

È in quei momenti di confusione che i ladri agiscono indisturbati, approfittando della calca e della distrazione delle vittime. «Timbro, mi sposto, e una signora bionda con la carnagione chiara si alza e dice “le manca qualcosa?”, fissandomi. Io non capisco».

La donna insiste: «C’erano i borseggiatori». Solo allora Livio abbassa lo sguardo sul suo borsellino. «Vedo che la cerniera è aperta. Ed era vuoto: il portafoglio era sparito, non c’era più». Il colpo è preciso, chirurgico.

I malviventi hanno agito nel breve tragitto tra la salita e l’obliteratrice, forse proprio mentre il pensionato si faceva largo tra la folla per timbrare. «All’interno c’erano documenti, postamat, 250 euro in contanti e qualche foto a cui ero legato affettivamente: due erano di mia moglie quando eravamo fidanzati, in un’altra c’erano le mie due figlie». La beffa giunge pochi minuti dopo, con la notifica sul cellulare. «Mi è arrivato un messaggio di un prelievo non andato a buon fine».

I ladri avevano già tentato di usare le carte, fortunatamente senza successo. Ma per Livio il danno va oltre il denaro sottratto. È la sensazione di vulnerabilità, l’amarezza di essere stato raggirato proprio lui che a 78 anni credeva di conoscere tutti i pericoli della città.

«Servono più controlli e serve una salita e una discesa», propone il pensionato, suggerendo porte separate per chi sale e chi scende, in modo da evitare l’assembramento che favorisce i borseggiatori.

Nel pomeriggio ha denunciato l’accaduto ai carabinieri di Campodarsego, aggiungendo il suo nome alla lista sempre più lunga di vittime. I furti sui mezzi pubblici sono in aumento, con tecniche sempre più sofisticate. Le bande, spesso composte da professionisti che si muovono tra diverse città, sfruttano gli orari di punta e le fermate più affollate.

La presenza di telecamere a bordo non sembra scoraggiarli: sanno come muoversi per non farsi riprendere in volto, mescolandosi tra i passeggeri. Per Livio resta l’amaro in bocca e quelle foto che non potrà più recuperare. «Mai avrei pensato potesse accadere a me, sono davvero amareggiato». 

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