Codotto e Maronese, 31 anni fa l’eccidio dei due carabinieri

PADOVA. Tre momenti, particolarmente toccanti per i carabinieri di Padova, hanno scandito la commemorazione del 31° anniversario dell’eccidio dell'appuntato Enea Codotto e del carabiniere Luigi Maronese. La sera del 5 febbraio 1981, a Padova, sul lungargine Scaricatore, i due militari in servizio di pattuglia erano intervenuti - per un normale controllo - proprio nel momento in cui alcuni aderenti al gruppo terroristico-eversivo capitanato da Giuseppe Valerio Fiorvanti e da Francesca Mambro, stavano recuperando armi e munizioni nascosti in un fosso.
Nonostante fossero stati aggrediti da uno dei terroristi, erano riusciti ad allertare la centrale operativa e Maronese, pur gravemente ferito, prima di morire, reagì favorendo l’intervento dell’appuntato Codotto, che ingaggiò uno scontro a fuoco, ferendo gravemente Giusva Fioravanti, poi catturato. Il loro eroico comportamento favorì anche l’arresto, avvenuto successivamente, di numerosi componenti del gruppo eversivo.
Stamattina alle 9.30 il comandante provinciale, col. Renato Chicoli ha deposto - nel luogo dell’eccidio - una composizione floreale. Quindi la commemorazione si è spostata nella sede del comando provinciale dei carabinieri di Padova, nella caserma intitolata proprio ai due agenti caduti nell’adempimento del dovere. Nel corso della cerimonia è stata collocata una corona alla lapide posta all’ingresso del comando. E alle 11 è stata celebrata una Messa dal cappellano militare della regione carabinieri “Veneto”, Don Corrado Tombolan. Alla commemorazione ha presenziato anche il generale di brigata Sabino Cavaliere, comandante della regione carabinieri “Veneto”, ed i familiari delle due vittime.
Era presente anche una nutrita rappresentanza di militari in servizio, in particolare dell’aliquota radiomobile, reparto cui appartenevano Codotto e Maronese.
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