Crisi in Iran, studenti dell’istituto Calvi di Padova bloccati a Dubai

Odissea per i ragazzi che frequentano l’indirizzo per diventare un domani ambasciatori, la Farnesina sta lavorando per i rientri entro il 3 marzo

Flavio Centamore
L’esterno dell’istituto Calvi di Padova
L’esterno dell’istituto Calvi di Padova

Il ritorno a casa era fissato domenica mattina, 1 marzo, con un volo diretto su Milano. Invece, per oltre duecento studenti italiani, il viaggio di istruzione negli Emirati Arabi Uniti si è trasformato in una sosta forzata a Dubai, dettata dall’improvvisa escalation militare che sta infiammando il Medio Oriente e che ha portato alla chiusura di settori strategici dello spazio aereo.

Sono 204 i ragazzi coinvolti nel progetto formativo «Ambasciatori del futuro», un’iniziativa di alto profilo che vede la partecipazione di delegazioni da tutto il Paese. Tra questi, la rappresentanza padovana comprende tre studenti dell’istituto tecnico commerciale Calvi di Padova che frequentano la 3A dell’indirizzo relazioni internazionali e marketing.

I giovani si trovano ora in una situazione di attesa in un clima di sospensione internazionale, mentre le autorità aeronautiche tentano di gestire il caos nei cieli. Il precipitare degli eventi nelle ultime ore ha spinto le autorità civili a disporre restrizioni drastiche sopra il Golfo Persico, una misura precauzionale che ha paralizzato hub nevralgici come quelli di Dubai e Abu Dhabi.

L’autorità per l’aviazione iraniana ha imposto il blocco dei voli, seguita da Iraq e Giordania, mentre Israele ha sospeso le attività dei propri scali civili. Si tratta di una situazione estremamente fluida e in divenire: il numero di 204 studenti rappresenta infatti solo una prima stima parziale dei connazionali coinvolti. Data la vastità dell’area interessata e il coinvolgimento di scali di transito fondamentali, è probabile che nelle prossime ore il numero di residenti nel padovano bloccati possa crescere sensibilmente, includendo anche turisti e viaggiatori d’affari sorpresi dall’allargamento del fronte bellico.

I ragazzi, molti dei quali minorenni, partecipavano a una simulazione diplomatica dell’associazione Wsc Italia Global Leaders. Nonostante la comprensibile apprensione che si respira in città, i tutor riferiscono di una situazione gestita con ordine. Gli studenti sono stati trasferiti in strutture alberghiere e, nonostante le interruzioni nelle connessioni internet nel Golfo, i contatti con le famiglie in Veneto vengono mantenuti. La macchina diplomatica della Farnesina è operativa e il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che le ambasciate sono al lavoro per garantire la sicurezza dei connazionali, monitorando anche scali alternativi come Mascate.

L’allarme investe pesantemente anche il comparto del turismo locale. Giancarlo Reverenna, presidente di Fiavet Confcommercio Veneto, ha evidenziato come l’instabilità stia già producendo effetti concreti sulla logistica: l’allungamento delle rotte si traduce in un aumento dei costi operativi e in una gestione complessa delle assistenze. Al momento, si ipotizza una partenza per l’Italia non prima del 3 marzo, ma ogni decisione resta legata alle evoluzioni geopolitiche di un’area dove il perimetro del conflitto sembra allargarsi di ora in ora. 

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