Crollo nella piscina a Trieste, padovano indagato
È il manager David Barbiero della famiglia che gestisce anche il Plebiscito e Nuoto 2000. Sotto inchiesta altre 17 persone

Lasorte Trieste 29/07/19 - Crollo Tetto, Piscina Acquamarina
PADOVA. Ci sono anche due padovani fra i 18 indagati dalla procura di Trieste per il crollo del tetto della piscina "Acquamarina" a Trieste nel molo Fratelli Bandiera, una struttura realizzata tra il 1997-98. E in parte collassata lo scorso 29 luglio quando la cupola ha ceduto mentre erano in corso lavori di manutenzione con l’impianto chiuso da due giorni.

Da Sx David Barbiero,Roberto Cognolato,Claudio Sinigaglia e Andrea Sellaroli - EDEL Presentazione squadra pallanuoto plebiscito in Comune
L’inchiesta
Oltre a costruttori, progettisti, manutentori e cinque funzionari comunali, nel registro degli indagati anche l’amministratore di Società 2001 srl, il padovano David Barbiero. Società che da anni ha in gestione la struttura natatoria la cui proprietà è del Comune di Trieste. Ovviamente l’iscrizione nel registro degli indagati di quell’esercito di persone è un “atto dovuto”. Martedì il pm triestino Pietro Montrone nominerà un consulente tecnico per capire le cause del crollo. Consulente già individuato: si tratta dell'ingegner Franco Curtarello di Padova, esperto di strutture in acciaio e di sicurezza nei cantieri a livello nazionale. In seguito all’avviso di garanzia, tutti gli indagati potranno a loro volta nominare un tecnico per partecipare a quell’accertamento.
Il crollo
Il cedimento miracolosamente non ha provocato vittime. Il collasso del tetto si è verificato il 29 luglio intorno alle 15, mentre due operai della ditta veneta "Zara metalmeccanica srl" stavano sostituendo i bulloni della copertura di acciaio e cemento. Bulloni corrosi dai cloruri e che, come previsto da una perizia statica del 2016, andavano tolti e cambiati. La piscina era stata chiusa il 27 luglio proprio per consentire l’intervento di manutenzione. All’improvviso erano stati sentiti alcuni preoccupanti scricchioli: gli operai erano usciti di corsa dall'edificio, come una ragazza che lavorava al bar, i fisioterapisti e i pazienti che si trovavano nell'ala attigua alla vasca. Ed è avvenuto il crollo.
Il manager padovano
David Barbiero appare tranquillo. «L’avviso di garanzia? È un atto dovuto che ha preso dentro tutti, da chi ha costruito l’impianto più di 20 anni fa a chi lo gestisce» spiega. «Si tratta di una costruzione particolare che aveva dato dei segnali. Ecco perché, due giorni prima dell’incidente, abbiamo deciso di chiudere l’impianto e far eseguire quei lavori di manutenzione. C’era stata anche una perizia. È per questa ragione che nessuno si è ferito». Barbiero fa parte di una famiglia cresciuta nella gestione di piscine: «Mio padre fece costruire Nuoto 2000 (l’impianto di Chiesanuova c on piscina coperta e scoperta) mentre sempre la mia famiglia gestisce gli impianti comunali del Plebiscito a Padova, oltre a quelli di Piove di Sacco e Rovereto». —
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