Da Tribano al resto del mondo la Hiref investe dieci milioni

L’azienda è specializzata nella climatizzazione degli ambienti tecnologici Studia per entrare in Borsa e aprirà tre filiali in Russia, Sudafrica e Messico

tribano. Oltre 10 milioni di euro per l’internazionalizzazione e l’obiettivo, nei prossimi tre anni, di aprire altrettanti stabilimenti produttivi in Russia, Sudafrica e Messico. Hiref Spa, capogruppo di una galassia di 5 società più piccole e a sua volta controllata da Galletti Group (che detiene il 65% delle quote sociali dell’azienda di Tribano specializzata nella climatizzazione di ambienti tecnologici) chiude il proprio 2018 con un fatturato intorno a quota 34 milioni di euro, in crescita del 15%. Una crescita che va di pari passo con quella dei dipendenti, arrivati a superare la soglia dei 180 proprio quest’anno.

trampolino di lancio

Una società entrata a novembre, grazie all’accompagnamento del gruppo Intesa San Paolo, nel percorso Elite di Borsa Italiana, un trampolino di lancio per la quotazione ma pure uno strumento di crescita organizzativa per il management. Ed Hiref, una delle oramai pochissime imprese del settore della climatizzazione a controllo italiano attive nel settore dei grandi Data Center che accolgono i dati di milioni di utenti di Internet e per i piccoli sistemi legati ai ripetitori della telefonia mobile, da Tribano sceglie di seguire le orme di quelle multinazionali tascabili, tigri del Nordest, che dal territorio aggrediscono con successo i mercati internazionali forti di un sistema di geolocalizzazione degli stabilimenti produttivi accanto ai principali clienti, a una ricerca e sviluppo competitiva e ad un modello di business che al prodotto associa servizi di pre e post vendita.

investimenti costanti

«Siamo entusiasti di potere partecipare, anche grazie all’accompagnamento di Intesa San Paolo, ad un percorso come quello di Elite» dice il direttore finanziario di Hiref Lucio Panigalli. «Non tanto e non solo per la valutazione di una nostra eventuale quotazione ma soprattutto perché, nei prossimi 2 anni, 5 dei nostri manager di punta del settore amministrativo e finanziario seguiranno un programma che ci aiuterà a migliorare le nostre performance complessive aprendoci le porte di una grande comunità di imprese, sane e forti, con le quali dialogare scambiando informazioni ai più diversi livelli». Come le tigri del Nordest, Hiref guarda con attenzione ad un settore quello della ricerca e sviluppo che richiede investimenti costanti. «Ad oggi circa 30 dei nostri dipendenti lavorano nell’R&D», spiega Panigalli, «e spendiamo ogni anno circa i 5% del nostro fatturato in questa attività. Principalmente lavoriamo sullo sviluppo di nuovi prodotti, abbiamo ben 15 brevetti internazionali di cui 4 realizzati negli ultimi 2 anni, ma assieme al mondo universitario partecipiamo a bandi europei per la ricerca, con l’Università di Padova ma pure in Belgio e in Francia. A livello dimensionale siamo ancora piccoli ma abbiamo il piacere di vedere i nostri prodotti tecnologici giocarsela alla pari con quelli dei grandi colossi mondiali del settore. Siamo convinti che il percorso di multilocalizzazione che stiamo intraprendendo ci darà grandi soddisfazioni». —

Riccardo Sandre

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