Dalla curia alla parrocchia, ecco Don Rino

Dagli uffici della curia alle strade della parrocchia. Don Rino Pittarello, per 23 anni economo della Diocesi, farà il suo ingresso domani come nuovo parroco di Ponte San Nicolò, durante una messa solenne in programma alle 17. «Sarà una cerimonia molto semplice», si schernisce don Rino, «voglio un’entrata modesta, proprio perché provengo da una vita di curia».
Cosa significa, per chi è abituato a lavorare dietro una scrivania, tornare a stretto contatto con i fedeli? «Come preti siamo preparati ad affrontare ogni missione all’interno del nostro ministero sacerdotale. Per vent’anni ho fatto pastorale tra la gente, sono stato cappellano prima ad Arzegrande, poi a Este, poi parroco a San Giacomo di Albignasego prima che il Vescovo Antonio mi chiamasse in curia per attività amministrative».
È felice di essere a Ponte San Nicolò? «È una parrocchia molto vitale, anche grazie a don Francesco Malaman, il vecchio parroco, ora a Brugine. Ha lavorato benissimo. Spero di essere alla sua altezza: il mio compito è quello di servire».
Ma non c’è solo la parrocchia nel futuro di don Rino: «Manterrò alcuni ruoli che mi sono stati affidati in passato dalla Diocesi: sono presidente di alcune società e ricopro altri incarichi anche a livello nazionale». Don Rino Pittarello, tra le tante cose, è ancora il rappresentante legale delle cucine economiche popolari di Padova: «Sono un dono che la Diocesi fa a tutta la città. 600 i pasti caldi serviti ogni giorno. Offriamo anche servizio medico, mettiamo a disposizione le docce. Si parla tanto di accoglienza, ma poi le soluzioni concrete le offriamo noi. Nessuno si può fare bello sfruttando l’immagine delle Cucine».
Andrea Canton
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