«Declassata la Radioterapia Dove andranno i pazienti?»

«Quale futuro per la Radioterapia dell’Azienda ospedaliera di Padova?»: a porre l’interrogativo sono i sindacati, preoccupati per la scelta della regione Veneto di “declassare” il servizio in Unità semplice, con una conseguente riduzione di attività.
Fp Cgil, Cisl Fp e Uilfpl temono per i disagi che tale scelta provocherà nei pazienti. «La Regione Veneto ha deciso di declassare la Radioterapia dell’Azienda ospedaliera di Padova in Unità semplice, con la presenza di 2 soli acceleratori» rilevano i sindacati, «si tratta di fatto di un ridimensionamento del servizio. Passeremo da 2600 - 2700 trattamenti annui a 1700 - 1800. La perdita di un acceleratore provocherà di fatto 900 trattamenti in meno. Dove andranno le persone che oggi si rivolgono a Padova? Non si rischia in questo modo di indebolire la lotta contro le malattie oncologiche? Quella della Regione è una scelta che non si comprende: stiamo parlando, infatti, della prima Radioterapia all’avanguardia, formata da medici e tecnici che hanno lavorato in tutto il territorio veneto e italiano. Ora si decide di potenziare il servizio nell’ospedale di Schiavonia e in quello di Castelfranco, non tenendo però conto delle crescenti necessità dei pazienti padovani e, in particolare, delle esigenze di una Oncoematologia pediatrica con numeri sempre più significativi. Come sindacati» concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uilfpl, «chiediamo di conoscere le ragioni di questa scelta e quale sia la strategia organizzativa che causa la destrutturazione di questo fondamentale servizio sanitario». —
E.L.
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