Lacrime e polemiche, comunità divisa dopo l’addio di don Cesare per il caso Saviane

Sabato sera, 23 maggio, il commiato dell’ex parroco di Albignasego, domenica messe celebrate da altri religiosi. «Ci ha portato ricchezza spirituale», dicono i fedeli. Ma i genitori: «Era ora». Solidarietà social, l’ex senatore Giaretta: «Hai scelto la carità, non è una colpa»

Silvia Bergamin
Il saluto a don Cesare Contarini
Il saluto a don Cesare Contarini

Le messe di domenica 24 maggio sono state celebrate regolarmente, la nota d’addio di don Cesare Contarini – con il suo «obbedisco» al vescovo Claudio Cipolla – è stata letta dopo l’eucaristia. Ci sono le elezioni comunali, sotto un sole cocente si andava ai seggi, ma non si parla tantissimo di politica in questi giorni. Albignasego e la parrocchia di San Lorenzo sono una comunità divisa, sul limite, spaccata, amareggiata, arrabbiata, in cui i sentimenti si mescolano. Prevale lo sconforto, la delusione.

C’è chi piange per l’addio di don Cesare – «colto, intelligente, raffinato, ci ha portato una straordinaria ricchezza spirituale» – e chi invece si domanda «perché»: sono i genitori che hanno raccolto le firme contro il parroco e non si accontentano della spiegazione della «carità cristiana» per dare un senso all’accoglienza in canonica dell’ex docente di religione Francesco Saviane, accusato di violenza sessuale aggravata su sette minorenni.

La domenica dopo l’addio

Sabato in tanti, con le lacrime agli occhi, sono andati a salutare don Cesare. Una processione mesta e sconfortata. Una volontaria della parrocchia riassume la giornata di domenica: «Le messe si sono svolte regolarmente, il don era in chiesa, ha seguito la celebrazione.

Prima della benedizione finale la vicepresidente del consiglio pastorale ha letto il messaggio di don Cesare. Ho visto gente triste, dispiaciuta, incredula. Nessuno con sentimenti di rabbia. Resta solo tanta amarezza per questa storia che finisce, in questo modo».

Una storia ricca, preziosa. «Siamo abbattuti, don Cesare ha cercato in questi sei anni – e a mio parere ci è riuscito – di unire una comunità spaccata, ferita». Il riferimento è alla vicenda esplosa nel 2020 dell’ex parroco di San Lorenzo, don Marino Ruggero, al quale venne contestato di avere una storia sentimentale con una parrocchiana.

L’affetto per don Contarini

La parrocchiana prosegue: «Lui ci mancherà, perché è una persona colta, intelligente e acuta. Un prete che sa srotolarti il vangelo durante le sue omelie, evidenziando tutte le sfaccettature, toccando le corde profonde. Ci ha donato tanta ricchezza spirituale. E ora ci sentiamo smarriti. Quindi confidiamo che la diocesi abbia un po’ di cura per questa parrocchia che negli ultimi anni ne ha passate parecchie».

Poteva andare diversamente? «Non posso giudicare perché non so, non ho idea delle motivazioni che stanno alla base di questa richiesta del vescovo. O meglio, le posso immaginare, ma preferisco non esprimere giudizi. Probabilmente questa è la prassi nelle relazioni con i presbiteri e don Cesare si è dovuto adeguare».

E Saviane? Lo vedevate? «Dimorava in parrocchia, lo vedevo spesso, ma non ho mai avuto modo di lavorarci a stretto contatto». Un volontario aggiunge: «Siamo sbigottiti e sbalorditi, non ce lo saremmo mai aspettato, Saviane era diventato un nostro amico».

I genitori: «Era ora»

Domenica pomeriggio sotto lo stand della sagra c’era un gruppo di genitori, tutti indaffarati nella preparazione di una festa per la conclusione dell’anno scolastico di una prima elementare. Si sistemano i tavoli, si organizza il rinfresco, si osservano i ragazzi che giocano.

Le dimissioni di don Cesare sono state accolte con una punta di sollievo: «Era ora», tagliano corto, e poi ribadiscono il concetto: «Doveva essere più trasparente, perché non lo ha fatto?».

La solidarietà social

L’ex preside del Barbarigo ed ex direttore de La difesa del popolo è una personalità apprezzata: sui social ha raccolto una solidarietà ampia, a dargli il sostegno sono arrivati in centinaia, fra gli altri politici, giornalisti, personalità della cultura. Il produttore cinematografico Francesco Bonsembiante: «Caro don Cesare, sei come sempre un esempio di comportamento, di chiarezza di dignità. Le tue parole cercando sempre giustizia e verità nella carità sono meravigliose e dovrebbero guidarci tutti». Paolo Giaretta, già sindaco di Padova e poi senatore: «Confermi di essere un prete e un uomo degno di ogni ammirazione. Aver scelto la carità è un merito è non una colpa».

Flavio Zanonato, ex sindaco e ministro: «La nostra frequentazione e la nostra amicizia mi hanno fatto vedere quanto è grande la tua generosità verso gli altri. Non so come esprimerti la mia stima e spero che tu possa proseguire nella tua azione di pastore in qualche nuova situazione». Il capogruppo dem in consiglio comunale, Gianni Berno, ha aggiunto: «Parole sagge e sofferte in un momento davvero difficile e per una scelta difficilissima. Siamo certi che potrai ricominciare il tuo cammino e la tua preziosa testimonianza in un nuovo servizio per la nostra chiesa come sempre hai fatto nella tua vita di costante servizio umano e spirituale».

 

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