Dopo la rissa alla sagra tornano a Massanzago Si rischia il bis: scortati all’uscita dall’Arma

MASSANZAGO. Lunedì sera due fratelli di Vigonza s’erano azzuffati con alcuni giovani alla Sagra del Melone e il più grande si era preso un pugno che gli aveva spaccato la bocca. Mercoledì sera sono...

MASSANZAGO. Lunedì sera due fratelli di Vigonza s’erano azzuffati con alcuni giovani alla Sagra del Melone e il più grande si era preso un pugno che gli aveva spaccato la bocca. Mercoledì sera sono tornati con madre, padre e zio nonostante fossero stati “invitati” a non farlo. «I carabinieri di Trebaseleghe ci hanno telefonato di non andare alla sagra né martedì né mercoledì», dichiara la madre dei ragazzi, di 19 e 16 anni, «però volevamo rintracciare il gruppo che aveva ridotto nostro figlio maggiore a una maschera di sangue. Per quel pugno gli sono stati messi 6 punti di sutura in bocca. Volevamo i nomi per fare denuncia». Ma si è rischiato grosso perché il sedicenne è andato a chiedere notizie ai giostrai. «Gli hanno detto che era meglio se andava via altrimenti avrebbero chiamato altri giostrai». Alla fine i familiari hanno saputo che «gli aggressori erano 5 albanesi, mio figlio è stato picchiato solo per aver chiesto di giocare con il punch-ball perché alle 23 dovevano rincasare. Poi è arrivata una ragazza e la cosa è degenerata. I miei figli ci hanno telefonato di correre perché li stavano massacrando, quando siamo arrivati c’era anche il papà di uno di loro ed è successo il finimondo». Fra urla e spintoni la rissa si è spostata allo stand gastronomico della Pro Loco. «Hanno detto che abbiamo creato il caos, ma non ero capace di fermare mio marito, era furioso per quello che avevano fatto ai nostri figli», spiega la donna. «È vero, se l’è presa con un giostraio perché credevamo fossero stati loro, poi abbiamo scoperto che gli aggressori erano albanesi». Mercoledì sera la famiglia di Vigonza è stata scortata dai carabinieri fino ai motorini e fatta allontanare. «Mio marito non voleva andar via, ma eravamo circondati da carabinieri», conclude la donna. «Comunque la denuncia la facciamo, i nomi salteranno fuori». (g.a.)

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