Due intere famiglie sterminate dalle truppe tedesche in fuga

gli ultimi secoli
La comunità riesce a sganciarsi solamente nel 1260, diventando un comune autonomo, con proprio podestà e proprie magistrature. Il nome, Santa Margherita, è legato alla figura di una santa vissuta nel III secolo dopo Cristo ad Antiochia, il cui culto arriva in Occidente attraverso la Grecia, e si radica in modo particolare nella diocesi di Padova tra il XII e il XIII secolo: la chiesa parrocchiale, a lei intitolata, compare già in un documento del 1221, ma è di dimensioni modeste, con una lunghezza di appena nove metri. Nel 1522, quando il territorio assieme all’intero Padovano fa capo alla Serenissima, viene decisa la costruzione di un edificio più ampio, che peraltro subirà pesantissimi danni nel corso della seconda guerra mondiale, dando luogo nel 1963 a un nuovo rifacimento.
Dopo un paio di secoli di autonomia, la gente di Santa Margherita si rende conto di avere dimensioni troppo ridotte per i tempi: nel 1491 il suo podestà dell’epoca (l’equivalente dell’odierno sindaco), Daniele Trevisan, decide di fondere il paese con Montagnana; scelta che più o meno nello stesso periodo intraprendono anche le vicine Megliadino San Fidenzio e Saletto.
Da lì in avanti, i secoli scorrono senza sostanziali novità: la lunga dominazione della Serenissima non reca grandi benefici alla vita della popolazione, ma almeno garantisce un regime di sopravvivenza legato soprattutto alle terre sottratte all’acqua attraverso la bonifica e convertite a coltura. L’ultima fase dell’Ottocento, con il Regno d’Italia, registra di nuovo una fase particolarmente critica, a causa della crisi economica che riduce le famiglie alla miseria: il paese si spopola per un’emigrazione di massa.
Non gli è sufficiente, nell’Ottocento, neppure la generosità di un autentico benefattore, Fidenzio Mano, classe 1772, che alla sua morte avvenuta nel 1840 lascia per le necessità della chiesa e a favore dei poveri del paese “un patrimonio di lire 130 mila, costituito da lire 1.500 in fondi urbani, da lire 120 mila in fondi rustici, e da lire 8.500 di capitali”: il fisco preleva buona parte del lascito. Le tasse non cambiano mai.
Della seconda guerra mondiale, Santa Margherita conserva un ricordo particolarmente tragico, trovandosi lungo una delle direttrici di fuga delle truppe tedesche negli ultimi giorni del conflitto. La mattina del 27 aprile 1945 una cinquantina di soldati nazisti entrano in paese e saccheggiano le case in cerca di cibo, vestiario, biciclette, carri, bestiame; due famiglie tentano di reagire e vengono sterminate: tredici vittime innocenti pagano con la loro vita la brutalità della guerra.
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