È morto a Padova il luminare Basso Fu l’angelo dei bimbi malati di tumore

padova
L’angelo custode dei bambini malati di tumore se n’è andato nel silenzio di una Terapia intensiva. Il Covid ieri mattina si è portato via il professor Giuseppe Basso, 73 anni compiuti lo scorso 10 gennaio. Quarant’anni di carriera dedicata ai più piccoli. Un luminare in Italia nella cura delle neoplasie pediatriche. Una figura che non verrà dimenticata. Direttore della Clinica di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova fino all’ottobre del 2018, quando è andato in pensione, era rimasto molto legato al suo reparto ed era anche uno dei più grandi sostenitori della nuova Pediatria. Contagiato dal Covid, era stato ricoverato lo scorso 17 gennaio. Prima a Malattie Infettive, poi, con l’aggravarsi delle sue condizioni, in Terapia intensiva. Durissima la battaglia contro il virus, eppure il professore ha combattuto con tutte le sue forze – come faceva per i suoi giovani pazienti – fino all’ultimo istante. Un pesante aggravamento si era registrato la scorsa settimana, ma il medico non aveva mollato. La situazione è poi purtroppo precipitata e poche ore dopo la Giornata mondiale contro il Cancro infantile (il 15 febbraio), il professore si è infine arreso. Lascia la moglie Stefania e il figlio di 7 anni; lascia centinaia di famiglie a cui ha salvato i figli.
Padovano doc, si era laureato in Medicina e Chirurgia nel 1974 all’Università di Padova. Successivamente si era specializzato in Ematologia clinica e di laboratorio e in Clinica pediatrica. Oltre ad essere stato professore ordinario di Pediatria è stato anche presidente dell’Istituto di ricerca Città della Speranza fino a gennaio 2019, struttura di 17.500 metri quadrati, di cui 10 mila dedicati esclusivamente alle attività di ricerca sulle patologie pediatriche con 400 scienziati provenienti da tutto il mondo. Dal 2008 al 2011 è stato direttore del dipartimento Salus Pueri, ora Dipartimento Salute Donna e Bambino, presidente del corso di laurea in Infermieristica pediatrica e negli ultimi anni direttore scientifico dell’Italian Institute of Genomic Medicine di Torino, che si occupa di ricerca genomica e molecolare. Tra i tanti suoi progetti quello della Teen Zone ideata insieme alla presidente dell’Associazione Team For Children Chiara Girello Azzena, di cui Padova è l’unico ospedale in Italia a poterne fare vanto.
Tante le soddisfazioni di cui è costellata la sua lunga carriera, un medico non solo brillante, ma anche una persona estremamente empatica, sempre vicina ai suoi pazienti e alle loro famiglie. E per questo straordinariamente amato.
Nella lunga e prestigiosa carriera del professor Basso c’è stato anche un momento molto difficile che sollevò un lungo dibattito etico a livello nazionale: il caso di Eleonora Bottaro, la studentessa di Bagnoli morta a 18 anni appena compiuti, il 29 agosto 2016, per leucemia linfoblastica acuta, poiché rifiutò la chemioterapia che forse avrebbe potuto salvarla. «La tutela di una libertà non può andare oltre la vita», aveva sostenuto il medico che aveva fatto ogni sforzo per salvarla. —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








