Elezioni a Padova, la Lega corre per Marcato ma gli alleati ora frenano
Stefani: «Siamo convintamente con Roberto». Speranzon (FdI): «Prematuro». Tosi (Forza Italia): «Facciamo prima un test per pesare i diversi nomi». L’interessato: «Se a settembre non esce il mio nome lascio la partita»

La Lega spinge sull’acceleratore, mentre gli alleati tirano il freno. È questo, oggi, il quadro nel centrodestra attorno alla possibile candidatura a sindaco di Roberto Marcato. Quadro in movimento, ovviamente, che riflette dinamiche interne alla coalizione ed equilibri più ampi, tra livello locale e nazionale.
Il consigliere regionale leghista, due volte assessore con Luca Zaia, ha dato la sua disponibilità quasi due mesi fa attraverso le colonne di questo giornale.
Con una condizione, ribadita anche l’altra sera in tv: «A settembre o esce il nome oppure io mi tolgo dalla partita». Il “bulldog” è convinto che una sfida così difficile si possa vincere solo con il favore del tempo.
Dalla sua parte ha l’appoggio del presidente della Regione Alberto Stefani, numero due della Lega di Matteo Salvini ed ex segretario regionale. Che proprio ieri, 8 aprile, a margine di un evento a Palazzo Balbi, è tornato sull’argomento: «La Lega c’è, è convintamente al fianco di Roberto Marcato. Partire in anticipo è fondamentale per rispetto dei cittadini, perché serve un programma e una squadra».
Un segnale politico non secondario è arrivato anche dal recente riavvicinamento con Massimo Bitonci, figura di peso del Carroccio padovano ed ex sindaco della città. Una stretta di mano immortalata al Ferro Fini che certifica una tregua interna e rafforza la posizione del “bulldog”. Ulteriore elemento che, agli occhi degli addetti ai lavori, contribuisce a ricompattare il fronte leghista dopo tensioni non sempre sopite.
Gli alleati
Se la Lega corre, però, il resto della coalizione predica cautela. A differenza dei livelli locali di Fratelli d’Italia e Forza Italia, inizialmente favorevoli, i piani più alti invitano a non bruciare i tempi. Una prudenza che appare legata anche alla volontà di arrivare al tavolo delle trattative con maggior peso negoziale, senza dimenticare le altre consultazioni elettorali in programma e gli equilibri da mantenere tra i partiti.
Lo sottolinea chiaramente Raffaele Speranzon, vicecapogruppo al Senato e vicino alla premier Giorgia Meloni: «È assolutamente prematuro parlare di nomi», pronuncia il meloniano, «piuttosto è opportuno che il centrodestra in tempi ragionevoli convochi un tavolo per discutere e individuare il candidato che può garantire maggiori possibilità di vittoria».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Forza Italia. L’eurodeputato e segretario regionale del partito Flavio Tosi, che conosce bene Marcato per il comune passato nella Lega, riconosce che il dibattito è già aperto. Ma invita alla prudenza: «È prestino», sostiene il veronese che, allo stesso tempo, indica una possibile via: «Siccome bisogna vincere, forse sarebbe utile fare un sondaggio mettendo sul piatto i vari candidati per valutarne il gradimento». Si tratta evidentemente di un passaggio non banale, considerando che la sfida si preannuncia tutt’altro che semplice. Il centrosinistra arriva da due mandati amministrativi e il centrodestra dovrà puntare su un nome competitivo, capace di intercettare anche l’elettorato moderato. Tra le ipotesi in campo, Tosi cita anche il senatore padovano dell’Udc Antonio De Poli, definito «un candidato autorevole».

Il quadro, tuttavia, resta complesso. Come ricorda lo stesso europarlamentare, sullo sfondo pesano variabili nazionali e locali: dalle altre città chiamate al voto fino all’incertezza sul calendario delle elezioni politiche e sulla legge elettorale. «Ci sono tante cose che devono stare insieme», osserva ancora il segretario azzurro. Ed è proprio in questo intreccio di fattori che si giocherà la partita. Difficile. —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova









