Epo nel sangue, addio medaglia olimpica

Nell'aprile scorso aveva finito di scontare i due anni di squalifica comminati dalla federazione monegasca di ciclismo perché era risultato positivo all'Epo-Cera in controlli compiuti sui campioni relativi alla prova su strada delle Olimpiadi di Pechino nella quale aveva ottenuto la medaglia d'argento, poi revocata dal Cio. E proprio a squalifica terminata Davide Rebellin ha annunciato il ritorno alle corse con la sua nuova squadra. Quarant'anni il prossimo 9 agosto, Davide Rebellin è stato un campione stimato e amato con un palmares di tutto rispetto: tre Frecce Vallone all'attivo, ma anche l'olandese Amstel Gold Race, la Liegi-Bastogne-Liegi tra i trofei in bacheca. E poi il quarto posto ai mondiali di ciclismo di Varese nel 2008. L'annus horribilis di Rebellin è stato il 2009: la positività al doping ai giochi di Pechino, poi i guai con il fisco. Ma già nel 2001, il corridore veneto era finito nel mirino dei baschi verdi della Guardia di Finanza: un video, infatti, mostrava un conciliabolo fra Rebellin, sua moglie e procuratrice Selina Martinello con il discusso medico Enrico Lazzaro, poi condannato dal Tribunale di Venezia a 14 mesi con la condizionale. I guai recenti nascono dopo l'argento olimpico di Pechino 2008 nella corsa in linea, il culmine della carriera in età matura. Il 28 marzo 2009 i test Cio rivelano la presenza del Cera e l'atleta viene sospeso.
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