Famiglia Pavin, 18 rugbisti in 60 anni

PAESE. Diciotto Pavin. E tutti rugbisti. Dal nonno ai figli ai nipoti. Tre generazioni, sessant’anni di storia.Pavin, Rigorosamente Pavin. La dinasty di Paese, aperta da Gian Paolo dopo aver vinto lo scudetto con la Faema a Treviso, nel lontanissimo 1956. Il primo tricolore della città. I Pavin potrebbero schierare un XV completo, con tre sostituti in panchina. Due squadre e mezzo abbondanti in un torneo seven.
Una saga infinita, e una storia di famiglia dove anche il pallone ovale diventa fattore genetico. Cromosomi, direbbe la scienza. O forse quella malattia che è il rugby, che ti prende e non ti molla più quando ci vieni a contatto, volente o nolente.Oggi il patriarca Gian Paolo, 81 anni, e la moglie Natalina, 78, abbracciano una nidiata di 29 Pavin tra figli, nipoti e pronipoti. Se 18 hanno giocato o giocano - in attività ora sono 5; altri 2 allenano – chissà quanti li seguiranno.
I sei figli di Giampaolo e Natalina, hanno giocato tutti, i cinque maschietti e anche Marina, a livello amatoriale in quelle disfide Iene- Vipere che animavano a Paese la fine degli anni Novanta. In nazionale è arrivato Mario, terza linea del Metalcrom e del Benetton (2 scudetti), che ha giocato nel 1987 la prima Coppa del Mondo, poi ha girovagato per diventare infine coach fra i più apprezzati nei club e anche tecnico federale, mago delle promozioni. In azzurro è arrivato anche Luca, ma senza cap, Paolo ha oscillato tra B e juniores, Andrea nelle giovanili: apertura-centro il primo tre scudetti con il Benetton giovanili: apertura il secondo, tre scudetti a Treviso. E poi Maurizio, oggi vive a Tolmezzo, ieri apertura ed estremo in A e in B. Andrea, l’ultimo, gran pedata come tutti in famiglia, ha fatto il vagabondo come Mario, oggi coach del Paese. Presieduto dal fratello Paolo, che ha ereditato il timone da papà Giampaolo. Allena anche Luca, nello staff della Tarvisium.
Potevano i figli sottrarsi, di fronte a un simile pedigree familiare?Nicola, Tommaso e Andrea - eredi di Mario - giocano. In serie A, nella Tarvisium, i primi due: Nicola, apertura estremo e kicker, ha vestito tante casacche in carriera ed è stato anche nella massima serie, dopo aver mancato il giro azzurro per infortunio. Tommaso è ala, e cresce a vista d’occhio. Andrea, terza come babbo, è in B, con il Villorba.
Mirko, figlio del primogenito Maurizio, ha vinto un Città di Treviso under 13, e ha giocato con Paese e Mogliano in serie A (con gli zii Mario e Andrea). Il fratello Francesco è stato nel minirugby di Paese fino ai 14 anni.Stefano e Alessandro, figli di Marina, hanno giocato nel vivaio di Paese: il secondo è arrivato anche in prima squadra.
Marco, figlio di Paolo, ne ha raccolto l’eredità di regista in prima squadra, vent’anni (e passa) dopo. La sorella Chiara, 21 anni, si cimenta nel touch, con grande disinvoltura.

Luca ha due gemelli, Mattia e Nicolò, che giocano nel settore giovanile della Tarvisium, in under 18.Eccezioni - ma confermano la regola – le due figlie di Andrea, Pamela e Linda. E c’è chi – ai limiti dell’eresia - si è dato al ciclismo o al calcio.In attesa delle quarta generazione – tre maschietti e 5 femmine – i Pavin si danno ai tornei di «tocco»,e alle riunione di famiglia: foto sempre più affollate, adesso.
Sabato erano tutti in campo alla festa della birra che chiude da sempre la stagione di Paese, quest’anno impreziosita dal ritorno in serie A. In posa anche la «matriarca» Natalina. «Solo per le maglie che ha lavato, è come avesse giocato anche lei», dicono i figli, «se poi ci aggiungiamo quel che ha cucinato, lavorato per il club, e pazientato, altro che scudetti, caps, nazionali e coppe del Mondo...»
(a.p.)
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