Finanziamenti illeciti, 8 mesi alla Destro

L’ex sindaco e parlamentare: «Una sentenza incomprensibile». Condannato anche l’imprenditore Bellavista Caltagirone
Francesco Bellavista Caltagirone durante l'inaugurazione del porto turistico di Fiumicino, il 4 febbraio 2010. Francesco Bellavista Caltagirone è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Roma per l'indagine relativa al porto di Fiumicino. Le accuse nei suoi confronti sono di frode in pubbliche forniture, appropriazione indebita e trasferimento fraudolento di denaro a terzi. ANSA/TELENEWS
Francesco Bellavista Caltagirone durante l'inaugurazione del porto turistico di Fiumicino, il 4 febbraio 2010. Francesco Bellavista Caltagirone è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Roma per l'indagine relativa al porto di Fiumicino. Le accuse nei suoi confronti sono di frode in pubbliche forniture, appropriazione indebita e trasferimento fraudolento di denaro a terzi. ANSA/TELENEWS

«Sentenza incomprensibile, faremo appello». Giustina Mistrello Destro, 72 anni è parsa incredula alla lettura della condanna pronunciata dal giudice Beatrice Bergamasco che ha comminato 8 mesi a lei, oltre ad una multa di 30 mila euro e 6 mesi (e 20 mila euro di multa) all’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone 78 anni, all’epoca dei fatti a capo del gruppo Acquamarcia. L’accusa era di concorso in finanziamento illecito ai partiti. «Non si è voluta comprendere l’evidenza» ha commentato Caltagirone, che tra l’altro è stato anche socio di Cai, Compagnia aerea Italiana. «Sentenza che ci lascia senza parole, non si è capito l’invito del giudice a rinunciare a dei testimoni. Sarà un appello di fuoco» aggiunge il suo avvocato, Alessandro Diddi di Roma. Farà appello anche il legale dell’ex sindaco di Padova, ex deputata di Forza Italia, Giovanni Chiello.

L’inchiesta sarebbe nata dalle intercettazioni telefoniche effettuate tra il 2010 e il 2011, anni in cui la Destro sedeva in parlamento nelle fila del PdL e ricopriva la carica di componente della Commissione anti contraffazione. Lei, così inserita nei salotti romani, è divenuta il punto di riferimento per l’imprenditore che aveva avuto qualche guaio con la giustizia. È emerso tra le pieghe del processo come Caltagirone avrebbe desiderato conoscere l’allora Capo della polizia Antonio Manganelli. E per arrivare a lui avrebbe chiedere aiuto all’ex sindaco di Padova, all’epoca legata politicamente all’ex ministro Claudio Scajola. I militari della Fiamme Gialle hanno sequestrato una decina di fatture per l’importo di 450 mila euro. Fatture emesse da Giustina Destro (titolare di due partite Iva) e pagate dalle società che fanno riferimento a Bellavista Caltagirone: Società dell’Acqua Pia Antica Marcia e Acqua Marcia Holding Spa. Nella causale delle fatture si fa riferimento a «prestazioni professionali per studi di fattibilità e investimenti immobiliari a Nordest e opportunità di business nel settore portuale a Trieste». Le transazioni di denaro ci sono state ma degli studi di fattibilità nessuna traccia. Almeno questo sostiene l’accusa. Il pm Maria D’Arpa aveva ritenuto entrambi gli imputati colpevoli, chiedendo per la Destro un anno di pena «anche per il suo ruolo istituzionale». «La sentenza rappresenta un esito inatteso. In due anni di processo, l’istruttoria ha ampiamente dimostrato un’attività diffusamente svolta dall’onorevole Destro quale “ambasciatrice” del Gruppo Acquamarcia a fronte di forme contrattuali e pagamenti assolutamente leciti e trasparenti. Per questo, intendiamo ricorrere in appello per affermare le ragioni dell’ingegner Francesco Bellavista Caltagirone» aggiungono gli avvocati Giuseppe Iannaccone e Valentino Fracasso, legali dell’imprenditore.



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