Finisce in Rianimazione per un piatto di chiodini

BORGORICCO. Potrebbe esserci un secondo avvelenamento da funghi della stagione dopo l’episodio di Cittadella dei giorni scorsi. Riguarda un uomo di 81 anni, V. S. di Borgoricco. L’anziano si è presentato al Pronto soccorso di Camposampiero nel primo pomeriggio di lunedì, lamentando un forte malessere.
Nel corso delle ore, il suo quadro clinico si è aggravato e in serata è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva. V. S. aveva dichiarato ai medici di avere mangiato dei funghi il giorno precedente.
I micologi dell’Ispettorato micologico del Sian Franco Michieletto e Mauro Busolin sono quindi intervenuti immediatamente, accertando che i funghi forniti dai familiari appartenevano alla specie armillaria mellea. Si trattava cioè di comuni “chiodini”. Ma fra i campioni consegnati ce n’era qualcuno sospetto, mentre gli altri sembravano commestibili. Per cui non si può escludere che alcuni dei chiodini consumati dall’anziano appartengano a una specie velenosa. Come non è da escludere che il malore possa derivare da qualcos’altro. La risposta verrà dall’esame dei funghi e del contenuto dello stomaco dell’anziano. Continuano pertanto gli accertamenti da parte dei micologi e dei sanitari per individuare la causa specifica dell’avvelenamento di V.S. anche in collaborazione con il Centro antiveleni di Milano. I micologi dell’Usl 15 ricordano che «i chiodini sono funghi molto conosciuti e consumati, ma comunque tossici se non vengono mangiati dopo una buona cottura e se vengono utilizzati esemplari vecchi, coriacei o mal conservati». L’aspetto che tendono a ribadire è che «gli stessi chiodini possono essere confusi soprattutto da giovani con altre specie velenose mortali come l’amanita phalloides, che ormai fruttifica abbondantemente anche nelle nostre campagne, e il cortinarius orellanus che si trova in montagna». Una ricerca nella zone di campagna limitrofe alla residenza dell’intossicato ha potuto evidenziare la presenza della famigerata amanita phalloides, fungo velenoso mortale. Michieletto e Busolin invitano tutti gli appassionati a non consumare funghi spontanei se non dopo una perizia gratuita fatta dall’’Ispettorato micologico presso il centro De Rosignoli, dietro l’ospedale di Camposampiero, dove gli esperti sono disponibili dal lunedi al venerdi dalle 8 alle 17,30 (telefono 049.9822147), con servizio di pronta reperibilità micologica 24 ore al giorno in caso di sospetti.
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