Cariparo, se lo stallo non si sblocca ci sarà l’intervento delle istituzioni
Martedì 12 maggio il secondo turno di votazioni: c’è il rischio dell’assoluta parità. Si andrà avanti ad oltranza

Si sono impegnati a risolvere lo stallo nella seduta in programma martedì 12 maggio, ma tra i venti consiglieri generali di Fondazione Cariparo è sempre più probabile un risultato di 10 a 10 in un eventuale scontro diretto tra l’ex rettore Rosario Rizzuto e l’attuale vicepresidente Cesare Dosi. Sempre ipotizzando che il terzo incomodo, il “Nobel dell’acqua” Andrea Rinaldo, dovesse decidere di ritirarsi: cosa che, ad oggi, non appare per nulla probabile.
È l’intricata situazione per la successione di Gilberto Muraro alla guida dell’ente di piazza Duomo, forte di quasi 5 miliardi di euro di attivi finanziari e di erogazioni sul territorio che superano i 100 milioni all’anno. Una situazione che si è complicata ancor di più al primo appuntamento di voto, lo scorso 30 aprile, quando in tre diversi turni di votazione nessuno dei tre candidati ha ottenuto le 14 preferenze su 20 necessarie per l’elezione. Una soglia altissima che non scende mai, tanto da poter proseguire a oltranza.
Il rischio della parità
Ed è probabilmente quello che succederà martedì quando è in programma il nuovo round di votazioni. Nel primo atto dovrebbe ripetersi lo schema emerso alla fine delle votazioni del 30 aprile: 8 voti per Rizzuto, 6 per Dosi e 5 per Rinaldo (la scorsa volta un consigliere si era astenuto). A questo punto se Rinaldo dovesse decidere di lasciare è possibile che dalla votazione successiva emerga una spaccatura netta con un 10 a 10 tra Rizzuto e Dosi (o comunque un 11 a 9 per uno dei due).
Da qui in poi non si potrà ignorare la necessità di ricomporre questa situazione e potrebbero scendere in campo gli “sponsor istituzionali” che indicano i nomi delle persone che poi entrano nel consiglio generale: Comune, Provincia, Camera di commercio, Diocesi e Confindustria delle due province Padova e Rovigo. Bisognerà quindi trovare le condizioni per costruire l’unità, in vari modi. Ad esempio assicurando un pluralismo reale negli organi in cui la Fondazione esprime una rappresentanza.
Sbloccare lo stallo
Mercoledì scorso i venti consiglieri si sono incontrati al Pedrocchi, in occasione della cena di saluto a Muraro. L’obiettivo comune è stato quello di evitare un ulteriore rinvio della votazione, anche a costo di proseguire a oltranza la seduta di martedì. La consapevolezza di ognuno dei venti è quella di poter essere costretto a cambiare idea e non votare il proprio candidato preferito, pur di arrivare a sbloccare l’impasse.
Il metodo di voto è infatti molto particolare: si estrae il nome di un candidato e si vota per alzata di mano in maniera palese, ognuno deve dichiarare se è favorevole, contrario o astenuto. In questo modo tutti sanno chi vota per chi. In più le eventuali astensioni concorrono ad abbassare il quorum, quindi si potrà anche giocare su possibili desistenze.
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