Muraro: «Per Cariparo tutti nomi di alto profilo»
Il 31 marzo scade il termine per presentare le candidature. Il presidente: «Chi verrà dopo di me troverà uno staff di prim’ordine, consapevole della possibilità di fare grandi cose»

Manca sempre meno. Il 31 marzo infatti scade il termine per presentare le candidature alla successione di Gilberto Muraro per la presidenza della Fondazione Cariparo. Muraro, che a fine aprile chiuderà otto anni di mandato, si appresta così a lasciare il timone di una delle realtà più influenti del territorio.
Intercettato a Palazzo Moroni a margine di una conferenza stampa, Muraro si mostra sereno e fiducioso rispetto al futuro della fondazione: «I nomi che circolano sono di altissimo profilo e questo ci rende particolarmente orgogliosi», risponde ai cronisti, senza sbilanciarsi su preferenze personali.
La rosa dei candidati alla guida dell’ente di piazza Duomo è sempre la stessa di cui si parla da tempo. I due più accreditati restano l’ex rettore Rosario Rizzuto e il “Nobel dell’acqua” Andrea Rinaldo. Terzo incomodo è l’attuale vicepresidente e docente di Economia del Bo Cesare Dosi. Infine, in posizione molto più defilata, la presidente del Vimm ed ex sindaca Giustina Destro.
Muraro non nasconde la sua fiducia nella capacità del successore di proseguire l’opera della fondazione: «Auguro al mio successore di lavorare bene», pronuncia il presidente, «sono sicuro che troverà uno staff di prim’ordine, un consiglio generale e un consiglio di amministrazione veramente consapevoli delle possibilità delle grandi realizzazioni che si possono fare attraverso questa fondazione». Quindi, conclude, «non ho dubbi che andrà a finire bene e che Cariparo continuerà a crescere con la soddisfazione di tutti gli stakeholder del territorio che si aspettano molto da questa realtà».
La procedura di elezione richiede che il candidato ottenga almeno 14 voti su 20 del consiglio generale, composto da membri designati da istituzioni e realtà sociali dei territori di Padova e Rovigo.
Nessuno dei candidati sembra poter partire con una maggioranza di 14 voti: una maggioranza così schiacciante dovrà nascere da compromessi o da rinunce. Rizzuto può contare sull’allineamento dei consiglieri che fanno riferimento al Comune, alla Camera di commercio e su molti di quelli dell’ateneo. La componente rodigina, però, indica Rinaldo come uomo di garanzia per tutti, con una notevole conoscenza dei meccanismi della Fondazione acquisita nei suoi due mandati da consigliere. Una soluzione di compromesso potrebbe essere Dosi, padovano ma presidente del comitato scientifico del Consorzio Università Rovigo. Dosi però è molto legato a Muraro, secondo alcuni potrebbe non garantire la necessaria discontinuità.
Con la scadenza del 31 marzo ormai vicina, l’attesa cresce, così come l’attenzione sul futuro della presidenza che guiderà una delle fondazioni più strategiche del nostro territorio. —
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