Galliera Veneta, violenza sessuale sui baby-atleti, dirigente alla sbarra

Il 52enne di San Martino, dirigente sportivo del Galliera calcio, continua a negare ogni addebito Udienza rinviata al 27 settembre: accusa, difesa e parte civile formuleranno le proprie richieste
Una foto simbolo di calcio giovanile
Una foto simbolo di calcio giovanile

GALLIERA VENETA. Lui ha sempre negato ogni accusa. Una delle presunte vittime ha fatto dietrofront, tanto da non essersi nemmeno costituita parte civile, al contrario dell’ex compagno di squadra che ha confermato le molestie subite. Ora cinque mesi di stop con il rinvio dell’udienza al 27 settembre quando la pubblica accusa formulerà la sua richiesta e altrettanto faranno sia la difesa che la parte civile. Poi l’ultima parola ai giudici del tribunale di Padova che scriveranno il destino giudiziario del 52enne di San Martino di Lupari, sposato e con figli, dirigente sportivo della Acd calcio di Galliera Veneta. Una squadra di cui è tuttora dirigente, avendo incassato sempre la piena e completa fiducia dei colleghi. L’uomo (difeso dall’avvocato Eva Vigato) è accusato di violenza sessuale continuata e aggravata dal fatto di essere avvenuta in un centro per la formazione dei ragazzi e di essere stata commessa da persona cui il minore è affidato con compiti di educazione e vigilanza. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Eugenio Ziliotto.

Tutto nasce nel marzo del 2014 quando uno dei due ragazzini (entrambi sono nati nel 1997), durante un “soggiorno” nel carcere minorile di Treviso in seguito a un arresto per detenzione di sostanze stupefacenti, si confida con un agente di polizia penitenziaria. E racconta le presunte violenze sessuali subite da un dirigente sportivo in occasione degli allenamenti.

Violenze che si sarebbero consumate tra il 2012 e il 2014, tra i 15 e i 17 anni d’età: secondo il racconto del giovane – che fa il nome e il cognome di un altro coetaneo destinatario delle stesse attenzioni mentre si faceva la doccia – il dirigente si introduceva nello spogliatorio con una scusa e lo avrebbe molte volte toccato nelle parti intime. Il rapporto finisce in procura a Padova dove scatta l’inchiesta coordinata dal pm Vartan Giacomelli. In aula, tuttavia, la seconda presunta vittima non conferma le violenze. Violenze ricostruite davanti ai giudici dal primo giovane, alle quali ha dimostrato di non credere il sodalizio calcistico che difende il dirigente.

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