Gli sprechi del prete Spesa da 2000 euro in una macelleria
LEGNARO. Sul tavolo del pm Sergio Dini è arrivato un primo rapporto dei carabinieri di Legnaro che fanno il punto sull'ammontare di soldi che sarebbero stati arraffati dall'ex parrocco don Lucio Sinigalia, indagato per appropriazione indebita per l’allegra gestione dell'eredità di 14.450.000 euro lasciati alla Caritas della parrocchia dal farmacista Franco Focherini.
Confermata la somma di 252 mila euro che sarebbe stata prelevata dall'eredità tramite assegni circolari. Con parte di quel denaro sarebbero stati finanziati i lavori, oltre 300 mila la spesa, per il rifacimento della canonica. Una canonica di lusso con tre bagni nuovi, mobili di pregio, un sistema di videosorveglianza, porte blindate, 5 camere da letto e anche una palestra. Risultano pure confermate le spese per la moto Bmw 1200 GS comprata dal sacerdote per sè (15.300 euro), per la Renault Clio (14.000 euro) regalata al giovane cappellano. Don Lucio avrebbe prelevato anche 6 mila euro per l'operazione alla gamba della mamma, ricoverata per una notte nel reparto "dozzinanti" dell'ospedale.
Altre somme sono state spese in ristoranti come il “Pe Pen” di Padova e uno di pesce a Dolo, oltreché in un negozio di articoli sportivi di Saonara. Con 2 mila euro il prete avrebbe saldato la spesa in una macelleria equina. Tutte le somme sarebbero state consumate (tranne quelle per i lavori in canonica) tra l'ottobre e il dicembre 2015. Lunedì don Lucio è stato convocato in procura per l'interrogatorio.
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