Grantorto, arresto cardiaco in bici: salvato dal consigliere comunale soccorritore del 118
Malore in pieno centro per un settantenne. Decisivo l’intervento di Alberto Carraro, autista soccorritore, con polizia provinciale e defibrillatore: il cuore riparte prima del ricovero

Una caduta improvvisa sull’asfalto, la bicicletta ferma davanti al municipio e un uomo privo di sensi: sono stati minuti decisivi quelli vissuti ieri poco dopo le 10 a Grantorto, dove un settantenne è stato colto da un arresto cardiaco mentre pedalava in pieno centro.
A strapparlo alla morte è stato il tempestivo intervento di Alberto Carraro, 50 anni, consigliere comunale con delega allo sport e autista soccorritore del 118 in servizio al pronto soccorso di Cittadella, che insieme a due agenti della polizia provinciale ha messo in atto le manovre salvavita. Carraro si trovava in municipio per ritirare alcuni documenti e incontrare il sindaco quando alcune dipendenti lo hanno chiamato segnalando un anziano accasciato all’esterno.
Affacciatosi alla finestra e intuito immediatamente che si trattava di una situazione gravissima, è sceso di corsa trovando i due agenti già impegnati nei primi tentativi di soccorso e nel recupero di un defibrillatore custodito nella vicina caserma dei carabinieri forestali, mentre diversi passanti si erano mobilitati per aiutare. Il dispositivo, una volta applicato, indicava però un ritmo non defibrillabile, segnale compatibile con un arresto cardiaco, e Carraro ha iniziato immediatamente la rianimazione cardiopolmonare con le compressioni toraciche.
«Quando sono arrivato era incosciente, senza polso e in gasping, ovvero un respiro affannoso, quindi ho avviato subito la rianimazione cardiopolmonare», ha raccontato, sottolineando come in quei momenti contino esclusivamente prontezza e preparazione. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe iniziato a barcollare mentre era in sella alla bicicletta per poi cadere improvvisamente all’altezza dell’accesso carraio della piazza del municipio. Le compressioni sono proseguite senza sosta fino all’arrivo dell’ambulanza infermieristica proveniente da Piazzola sul Brenta, che ha provveduto all’intubazione del paziente e all’applicazione del dispositivo meccanico Lucas, un sistema automatico che consente di mantenere costante il massaggio cardiaco liberando gli operatori.
Poco dopo è giunta anche l’ambulanza medicalizzata partita dal pronto soccorso di Cittadella e proprio durante le operazioni il cuore dell’uomo ha ripreso a battere, con il paziente che ha mostrato i primi segni di ripresa riuscendo a pronunciare alcune parole prima del trasferimento in ospedale, dove è stato preso in carico per gli accertamenti clinici del caso. Carraro, che vanta 25 anni di esperienza nel soccorso sanitario di cui 17 trascorsi nell’emergenza, sottolinea: «Fondamentale è la catena dei soccorsi, insieme alla presenza dei defibrillatori sul territorio. Quando lavori in servizio hai tutta l’attrezzatura, quando succede per strada hai solo le tue mani e le tue conoscenze», spiega, «credo che la coincidenza della presenza mia, degli agenti e dei cittadini accorsi abbia probabilmente fatto la differenza. Una storia che conferma il valore della formazione nelle manovre salvavita e della collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e comunità». —
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