Hotel chiuso, sfrattato il gestore moroso

Il proprietario dell’immobile esige 53mila euro di arretrati, l’altro lo denuncia: «Ci ha affittato una struttura non in regola»
Di Gianni Biasetto

TEOLO. Cancelli chiusi e tensione tra il proprietario e il gestore ieri mattina all'hotel "Alla Posta" di Teolo Alto. Tanto che verso mezzogiorno sono dovuti intervenire i carabinieri della stazione di Bresseo perché il gestore non ha consentito l'accesso a una ditta che doveva eseguire il collaudo dell'impianto antincendio ai fini della presentazione della pratica per l'ottenimento del Cpi. La decisione di sospendere l'attività alberghiera è stata presa dalla gestione della struttura (Veneta Investimenti srl) in via precauzionale essendo il complesso ricettivo privo di alcuni requisiti essenziali, in primis del Certificato di prevenzione incendi (Cpi) che viene rilasciato dai vigili del fuoco.

Il Comune. Con una nota del sindaco Moreno Valdisolo, dell'assessore Valentino Turetta e del responsabile Suap, Albino Corradin, precisa che non c'è nessun provvedimento amministrativo di chiusura coatta dell'albergo ma che si stanno facendo delle verifiche amministrative «dato che risulta che precedenti domande Suap presentate nel periodo settembre-dicembre 2016 da Veneta Investimenti srl sono risultate irregolari». Nel comunicato l'Ente evidenzia che a seguito di un sopralluogo effettuato l'8 settembre 2016 la Polizia locale aveva accertato che il gestore esercitava l'attività senza aver presentato la Scia e relativa documentazione di sub ingresso, generando nel contempo l'accertamento di illeciti amministrativi che sono stati sanzionati. «Da settembre a dicembre 2016 Veneta investimenti srl ha presentato per via telematica 5 pratiche Suap che presentavano tutte vizi di irregolarità e sono stati assunti i relativi provvedimenti di conformazione dove previsti e di diniego ove totalmente irregolari (ordinanza di chiusura di attività ricettiva)» conclude la nota.

Il gestore. Veneta investimenti srl, che gestisce l'albergo è un società che fa capo a Marcella Andreoli, consorte di Luigi Simari, l'imprenditore di cui si è occupato in più riprese il programma televisivo "Le Iene" per fallimenti e chiusure di hotel in alcune località italiane. «Nel contratto di affitto d'azienda stipulato con Firt (la proprietaria dell'immobile) l'affittante ha dichiarato che l'albergo è «un'azienda munita delle necessarie autorizzazioni, licenze e concessioni ad esercitare l'attività, assicurando che la parte affittuaria avrebbe potuto pacificamente continuare l'attività. Nulla di ciò è risultato corrispondere al vero», evidenzia Simari. «La struttura difetta delle autorizzazioni necessarie, così com'è risultata priva dei requisiti minimi che connotano un'azienda. Veneta Investimenti ha provveduto a presentare per ben tre volte una Scia di subentro che non potrà essere accolta perché manca il Cpi. Per essere chiari, ad oggi Veneta Investimenti non avrebbe alcun impedimento formale all'esercizio dell'attività visto che l'ordinanza di sospensione aveva efficacia sulla Scia «per nuova apertura» ormai superata da quella per "il subentro". Abbiamo ritenuto, per il momento, di tenere chiuso almeno fino a quando non si saranno chiariti i rapporti con il proprietario della struttura e con l'amministrazione comunale».

La proprietà. Firt, la società proprietaria dell'immobile, martedì tramite il suo legale ha ritenuto di intimare lo sfratto per morosità alla Veneta Investimenti per un ammontare di oltre 53.000 euro. Quella che vede coinvolto l'hotel "Alla Posta", il più blasonato di Teolo, è una situazione piuttosto intricata. Oltre all'aspetto burocratico legato alle autorizzazioni, c'è il risvolto economico sul quale le prati nonostante la mediazione dei legali non sono riuscite a trovare un'intesa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova