Il campione dimenticato: «Non eliminate la tomba di Leandro»

PADOVA. L’“eterno riposo” della preghiera che accompagna i defunti non sempre si compie. Al Cimitero Maggiore negli ultimi mesi è tutto un fiorire di avvisi di estumulazione. Spiccano a grandi caratteri sulle lapidi dei loculi datati 30 anni fa, con i fiori portati dai parenti.
Leandro Faggin.
Fra i tanti loculi da sgomberare, ce n’è uno che risale al 1970: è quello di Leandro Faggin, ciclista e pistard padovano degli anni ’50 e ’60. Medaglia d'oro olimpica nell'inseguimento a squadre e nel chilometro da fermo nel 1956, Faggin è stato tre volte campione del mondo nell'inseguimento individuale. Uno sportivo blasonato cui è stata intitolata una via in città e l’omonima Scuola di Ciclismo.
Lo sfogo della vedova.
La sorte del loculo di Faggin non doveva però essere l’estumulazione. Lo dice la vedova, Lucia Lorigiola, 77 anni. «Mio marito è stato un grande sportivo. I suoi successi hanno portato prestigio alla città di Padova e quando è mancato, a soli 37 anni per una grave malattia, il comune gli ha voluto riservare un loculo nel Cimitero Maggiore. Nel 2000 la concessione trentennale è scaduta: l’allora assessore alle politiche sociali Marco Marin, ex sportivo e quindi sensibile alla questione, mi ha assicurato che le spoglie di Leandro non sarebbero state spostate. La stessa cosa che mi ha poi confermato l’attuale amministrazione nel 2010. E invece la settimana scorsa l’amara sorpresa: Leandro verrà estumulato». Nonostante siano passati tanti anni dalla scomparsa del marito, il dolore di Lucia è ancora vivo. «La cosa che più mi rattrista è che Padova sembra non voler onorare la memoria di Leandro. In Canada e in Australia ogni anno vengono organizzati eventi che ne celebrano le gesta sportive. Perché la città dove è nato non fa nulla?».
La normativa.
«È tutto nella norma», assicura l’assessore alle politiche cimiteriali Silvia Clai. «La concessione dei loculi, che sono spazio pubblico, scade a 30 anni dalla tumulazione». E poi cosa succede? «Dopo l’estumulazione, si procede alla cremazione di ciò che rimane: l’urna con le ceneri poi potrà essere conservata in un ossario al cimitero o portata a casa o in altro luogo. Oppure le ceneri possono essere disperse: in una zona adibita allo scopo, sempre al Cimitero Maggiore, o dove si preferisce», conclude l’assessore Clai. Sono passati 43 anni dalla morte di Faggin, ma forse non è ancora troppo tardi per tributargli il giusto onore.
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