Imbrattato il monumento agli alpini: «Offeso il mondo della solidarietà»
La scritta è apparsa all'interno del parco Tito Livio a Padova. La statua aveva già generato polemiche durante l'installazione

«Alpini di m…». Questa la scritta anonima rinvenuta ieri mattina, 18 febbraio, sulla statua dell'alpino con il fucile, collocata meno di due anni fa all'interno del parco Tito Livio a Padova, attualmente in fase di realizzazione, oltre i giardini dell'Arena, nell'area dove un tempo sorgeva la stazione di servizio della Siamic, poi diventata Sita e Aps.
L'opera, realizzata dallo scultore Ettore Greco, aveva suscitato numerose polemiche in città già prima dell'installazione. Alcuni esponenti della seconda giunta guidata da Sergio Giordani avevano infatti espresso perplessità sulla presenza del fucile, ritenuto da alcuni un simbolo di guerra più che di pace. La reazione fu immediata e non mancarono prese di posizione a favore della statua così come concepita dall'artista.
L'episodio di vandalismo ha provocato già nel pomeriggio di ieri l'indignazione del presidente provinciale dell'Ana, Carlo Casellato, e di numerose penne nere venute a conoscenza dell'accaduto.
«Siamo davanti a un'offesa verso chi, nella nostra città , ha saputo e sa tuttora offrire solidarietà in ogni momento», scrive Casellato. «Persone sempre pronte e disponibili non solo nelle calamità e nelle tragedie, ma anche nei momenti positivi, come in questi giorni durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Noi continueremo con la nostra consueta determinazione a metterci a disposizione della città e di chiunque abbia bisogno di aiuto. Le nostre porte restano aperte al confronto e alla collaborazione , senza alcuna discriminazione».
Il presidente prosegue: «Lo sfregio resterà soprattutto nella coscienza di chi lo ha compiuto. Gli alpini ripuliranno subito la statua e il monumento tornerà a disposizione di chi vi passerà davanti o vorrà fermarsi a ricordare il bene fatto dagli alpini, in guerra come in tempo di pace. La è oltreraggiosa e offensiva e dimostra, ancora una volta, che certi gesti nascono dall'ignoranza. Ma, come siamo abituati a fare, non ci faremo intimidire e continueremo il nostro impegno».
La statua dovrebbe essere ripulita già oggi o, al più tardi, nei prossimi giorni. Nell'ambito politico il primo a intervenire è stato il consigliere comunale del Partito democratico Nereo Tiso, che già durante le polemiche legato alla presenza del fucile si era espresso a favore dell'opera così come progettata: «Il fatto si commenta da solo», sottolinea il consigliere dem. «Chi ha compiuto questo gesto dimostra di non conoscere la storia d'Italia e di non comprendere il valore che gli alpini hanno ancora oggi nella società civile, ogni volta che si mobilitano come volontari per aiutare chi è in difficoltà».
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