Imprenditore rimpianto La chiesa strapiena per l’addio a Marcato

BASCHIERI - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - FUNERALE GIANFRANCO MARCATO
BASCHIERI - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - FUNERALE GIANFRANCO MARCATO

Chiesa strapiena e tante persone sul sagrato, ieri mattina a Mortise, al funerale dell’ex re degli elettrodomestici, Gianfranco Marcato, deceduto, a 80 anni, quattro giorni fa. La bara, sormontata da garofani gialli, è stata poi tumulata nel cimitero di Torre, dove riposano i familiari, tra cui la prima moglie, Anita Marrone. Dietro al feretro il figlio Paolo, con Cristina e Luca e la seconda consorte, Gabriella, con Rosita e Mirko. Erano almeno in 500 coloro che hanno voluto dare l’ultimo saluto all’imprenditore che si era ritirato dall’attività sette anni fa, dopo una vita dedicata al lavoro sino a fondare un vero impero economico, con 120 dipendenti e negozi aperti in mezzo Veneto.

In chiesa tantissimi ex dipendenti, tra cui Mirello Cadalino e il consigliere comunale Alain Luciani, tanti amici di gioventù, tra cui il pasticciere Maurizio Mazzari e l’ex direttore di Poste Italiane, Michele Russi, ma anche alcuni imprenditori, arrivati da fuori città, con i quali Marcato aveva avuto rapporti d’affari e di amicizia. C’era anche il ristoratore Giorgio Bertoldi, ex-gestore delle Belle Parti e delle Piazze. La messa cantata è stata officiata dal parroco, don Bruno. Durante la cerimonia funebre hanno preso la parola dall’altare anche alcuni suoi ex-collaboratori. «È stato uno dei promotori anche del primo centro commerciale della città, la Corte di Mortise», ha sottolineato Mazzari. «Un imprenditore illuminato, che, tra l’altro, ha offerto lavoro a tantissimi giovani del suo quartiere. Magari ce ne fossero tanti del suo calibro». —

Felice Paduano

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