Imu e Tasi, i padovani pagano 45 milioni

PADOVA. Si avvicina la scadenza per pagare la prima rata di Tasi e la seconda rata Imu. Entro venerdì circa 80mila padovani dovranno fare i conti con bollettini e moduli F24: una scadenza, quella dell’Imposta municipale unica e del Tributo per i servizi indivisibili, che dovrebbe portare 45 milioni di euro nelle casse del Comune. Nonostante l’abolizione delle tasse sull’abitazione principale dello scorso anno, la cifra rimane alta, anche se poi buona parte dell’introito verrà girato direttamente allo Stato. Dallo scorso anno a pagare la Tasi sono solo i proprietari di immobili di pregio accatastati nelle categorie Al, A6 e A9. Una circostanza che ha consentito comunque un risparmio di circa 27 milioni di euro.
Tasi. Non dovrà pagarla più chi possiede un immobile adibito a prima casa. Il presupposto della Tasi è il possesso o la detenzione di fabbricati e di aree edificabili ad eccezione di terreni agricoli e abitazioni principali. Quando l’immobile è occupato da un soggetto diverso dal proprietario (è il caso degli immobili in affitto) il regolamento comunale Tasi prevederebbe una quota a carico dei detentori (il 10%), ma a Padova l’aliquota deliberata per gli immobili diversi dall’abitazione principale è pari a zero. Le aliquote da applicare alle fattispecie ancora soggette alla Tasi sono invariate rispetto al 2016.
Imu. Dovrà saldarla chi è proprietario di immobili, abitazioni di lusso, uffici, negozi, capannoni, terreni e aree fabbricabili. Anche in questo caso la rata sarà identica a quella dell’anno scorso. Le aliquote sono le stesse, ridotte dall’1,04% allo 0, 99% per studi, negozi, magazzini e laboratori, e all’1,02% quella ordinaria. Per i residenti all’estero, l’immobile di proprietà o in usufrutto, non affittato o dato in comodato d’uso, non è soggetto a Imu ma a Tasi (ridotta di due terzi). A pagare di più, banche, istituti di cambio e assicurazione. Se non si sono verificate modifiche della situazione, l’importo da versare sarà lo stesso a quello dello scorso anno.
Dove e come si paga. Per evitare code e intasamenti degli uffici, sarà possibile pagare, tramite modello F24, anche nelle tabaccherie che hanno le apparecchiature Sisal (ormai sono quasi il 50 per cento), altrimenti il versamento si potrà effettuare in posta, in banca o per via telematica. Se si tratta di cifre superiori ai mille euro può essere effettuato solo in via telematica.
Ritardatari. I contribuenti che non rispetteranno il termine potranno regolarizzare la propria posizione sia per l’Imu che per la Tasi attraverso il “ravvedimento operoso”. In questo caso è prevista la normalizzazione dei versamenti omessi, parziali o tardivi con il pagamento dell’imposta dovuta, delle sanzioni in misura ridotta (anziché del 30% come previsto in caso di accertamento), e degli interessi, a maturazione giornaliera, nella misura del saggio legale vigente (0, 2% nel 2016, 0,10% dal primo gennaio 2017). Il ravvedimento consente la regolarizzazione entro 14 giorni con la sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo, mentre dal 15esimo giorno al trentesimo con la sanzione del 1,5%. Oltre i trenta giorni ed entro i novanta con la sanzione dell’1,67%, che arriva a 3,75% dopo i novanta giorni ed entro il 30 giugno dell’anno successivo. Per l’omissione della dichiarazione Imu/Tasi dell’anno scorso, invece, il termine è il 28 settembre, entro il quale si dovrà versare l’imposta, gli interessi e la sanzione del 10 per cento.
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